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La lirica tra caricature e ritratti in mostra a Palazzo Montecitorio

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Il Corridoio dei Busti di Palazzo Montecitorio ospita, in esposizione temporanea, trenta opere sulla lirica realizzate da Bruno Prosdocimi. Un viaggio artistico tra palcoscenico e backstage di un artista poliedrico, maestro della caricatura italiana e cantore della lirica areniana. Serigrafie, oli su tavola, chine su cartoncini, testimoniano l’amore per la lirica e l’Arena di Verona. I protagonisti, registi e interpreti che il Maestro incontrava nel backstage, sono raccontati in punta di matita. Pavarotti, Zeffirelli, Carreras, Raina Kabaivanska, compositori e cantanti ma anche i carabinieri a cavallo in servizio d’ordine all’Arena, sono ritratti con l’allegria e l’ironia che caratterizzano l’arte di Prosdocimi. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Carmen Mazza Prosdocimi, moglie e curatrice artistica di Bruno Prosdocimi.

Carmen Mazza Prosdocimi

A due anni dalla scomparsa, una mostra a Palazzo Montecitorio consacra Bruno Prosdocimi sull’Olimpo degli artisti visivi italiani. Il Presidente della Camera dei Deputati era presente all’inaugurazione della mostra…

La mostra allestita nel Corridoio dei Busti a Palazzo Montecitorio racconta lo spettacolo lirico, in particolare l’Arena di Verona, che Bruno Prosdocimi ha rappresentato. La lirica è un ambito in cui ha cominciato a muoversi fin dal 1970, frequentandola in maniera continuativa e realizzando  opere.  

Quante e quali opere sono a Roma?

Nel Corridoio del Busti di Palazzo Montecitorio sono esposti quadri a olio, serigrafie e disegni in caricatura degli artisti. Le opere sono trenta, di varie dimensioni. È un pezzo di Arena di Verona che approda alla Camera dei Deputati. Siamo onorati che alla cerimonia di inaugurazione della mostra fosse presente il Presidente della Camera Lorenzo Fontana e altre personalità.

È un omaggio istituzionale che il M° Prosdocimi meritava…

Bruno Prosdocimi meritava questo omaggio perché al tema della lirica ha dedicato una produzione artistica molto vasta. La lirica è un argomento non facile da trattare ma Bruno l’ha studiata, approfondita e rappresentata con il suo stile. Ha realizzato opere caricaturali che riflettevano il suo stile e poi ha continuato con il pennello a produrre opere olio su tela.

Dalla matita al pennello?

Si, a un certo punto ha deciso di prendere in mano il pennello, quello che lui stesso definiva  una sorta di timore reverenziale verso la pittura. Poteva farlo, aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti e ha fatto bene a farlo. Il risultato sono le opere in mostra.

Da maestro della caricatura italiana a cantore della lirica areniana. Le sue opere hanno aiutato a rendere la lirica più vicina e accessibile a tutti?

Bruno Prosdocimi era convinto che la lirica dovesse diventare un argomento per tutti e forse aveva trovato il modo giusto per veicolarla anche alle persone che non erano solite frequentare i teatri lirici. Rendendo la lirica più accessibile, ha realizzato nel tempo una piccola operazione culturale che a posteriori è perfettamente riuscita. Furono proprio gli artisti ritratti a consigliare Bruno Prosdocimi sull’opportunità di organizzare mostre che parlassero di lirica. Bruno li ascoltò e attraverso le sue opere, è stato un mezzo per avvicinare la lirica anche a chi non la frequentava.

Cosa racconta il sottotitolo della mostra Un viaggio artistico tra palcoscenico e backstage?

Il titolo riassume il rapporto di Bruno Prosdocimi con la lirica. Amava incontrare gli artisti ma non prima dello spettacolo, per non turbare la loro concentrazione. Aveva accesso ai camerini ma rimaneva in silenzio e li osservava. Il backstage era il luogo dove tutto avveniva, dove lui riusciva a cogliere la frenesia di artisti, direttori d’orchestra, ballerini prima che salissero sul palco. Dopo l’ultimo colpo di gong, la frenesia si tramutava in perfezione e il palcoscenico era il luogo dove non si sbagliava nulla. Alla fine dello spettacolo, Bruno incontrava gli artisti quando scendevano dal palcoscenico e li ritraeva in caricatura.

Franco Zeffirelli è ritratto nella regia della Carmen, con un attrezzista che su una scala sposta la luna. Da cosa nasce questa interpretazione?

Il disegno è bellissimo e ritrae Zeffirelli che chiede di spostare la luna che si vedeva dall’Arena. Franco Zeffirelli è stato molto presente in Arena come regista ed era sempre molto disponibile con Bruno a farsi ritrarre.

La metafora di spostare la luna può essere letta come capacità empatica di Bruno Prosdocimi che rappresenta la vocazione al perfezionismo di Zeffirelli nel chiedere tutto, il possibile e l’impossibile?

Mi fa piacere si colga e sia apprezzi la profonda capacità di connessione che Bruno aveva con il personaggio che ritraeva.

La mostra a Palazzo Montecitorio è solo il primo capitolo di iniziative che aiuteranno tutti a conoscere la produzione artistica di Bruno Prosdocimi?

Sono convinta che nel tempo ciò che ha realizzato Bruno acquisterà sempre più valore artistico. Il suo studio ci ha restituito la ricchezza di una produzione artistica realizzata a Milano dal 1960, dove si trasferì appena venticinquenne. L’esordio fu di quelli importanti perché fu assunto da Mondadori come disegnatore di Topolino. In quel periodo gli  fu anche affidato l’incarico di curare la pubblicità per tutti i periodici del gruppo dedicati ai ragazzi.

Nel periodo milanese cosa è venuto fuori dalla sua matita?

Cosa non ha fatto con la sua matita! Locandine, giochi, gadget, oggetti che sono diventati pezzi da collezione. A Milano Bruno Prosdocimi realizzò tanti disegni in bianco e nero per il teatro di prosa. I suoi disegni venivano pubblicati insieme ai testi di una giornalista, sono disegni di compagnie teatrali ritratte al completo, tutte quelle che calcavano le scene dei teatri di prosa milanesi. Bruno Prosdocimi sul teatro di prosa ha lasciato veri e propri gioielli che potrebbero costruire il capitolo di una prossima mostra.

Per approfondire:

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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