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Le majorettes. Una storia di eleganza, energia, perfezione

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Divise eleganti, stivali bianchi, lanci di bastone, rotazioni di pompon, ritmo, coreografie, sorrisi, entusiasmo e la sfilata può cominciare. A incantare con eleganza e perfezione sono le majorettes che hanno un posto speciale nell’immaginario collettivo italiano. In alcune regioni le majorettes rappresentano un pilastro dei grandi eventi religiosi e folkloristici legati al territorio. La sfilata delle majorettes con la banda musicale del paese è un’immagine cara che attraversa le generazioni. Ma qual è la loro storia, come si sono trasformate nel tempo e qual è oggi il valore sociale del mondo majorettes? Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero ne parla con Monica Rizzi, coordinatrice, per il settore majorettes, del team nazionale ANBIMA, Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome.

Monica Rizzi

La storia delle majorettes dove e quando comincia?

La storia delle majorettes inizia in Italia alla fine degli Anni Sessanta, quando si cominciano ad apprendere le nozioni dei primi movimenti da gruppi majorettes francesi. È per questo che gli elementi tecnici della rotazione del baton, il bastone utilizzato durante le esibizioni, hanno tutti termini francesi. I gruppi francesi hanno a loro volta appreso i movimenti dalle tradizioni americane, dove le majorettes nascono. La Francia ha imparato dall’America, l’Europa ha appreso dalla Francia.

In Italia come si comincia a diffondere il mondo majorettes?

I primi gruppi majorettes arrivano nel Nord Italia a partire dalla fine degli Anni Sessanta. Cominciano a diffondersi in Lombardia, Piemonte e anche in Umbria dove, grazie a contatti avuti in Costa Azzurra con un gruppo francese, si cominciano ad apprendere i primi elementi e il rapporto fondamentale con le bande musicali.

Come avviene l’incontro tra majorettes e bande musicali?

Nel momento in cui alcuni maestri hanno deciso di completare le loro esibizioni nel corso delle parate con l’apporto delle attività majorettes, è cominciato un rapporto che dura nel tempo.

Majorettes e bande musicali, un’intesa speciale che rende la sfilata un unico, grande spettacolo. Su quali elementi si coordina la parata?

Le bande musicali con le majorettes offrono uno spettacolo completo. L’esibizione è concordata tra la capitana, colei che gestisce la sfilata e il maestro della banda. Insieme decidono le coreografie e spesso anche i brani in repertorio eseguiti dalla banda.

Ritmo, coreografia, colore…la sfilata può cominciare o c’è altro?

Prima c’è una preparazione fondamentale nel backstage dove la majorette può curare al meglio la parte scenografica. Cura del trucco, parrucco e divisa, tutto deve essere a posto prima dello sfilamento.

Come si diventa majorettes? Quali sono le abilità richieste?

Per diventare majorettes è importante innanzitutto avere passione per la musica. Nei paesi in cui c’è la banda musicale, solitamente c’è anche il gruppo majorettes. Ci sono bambine che fin da piccole sono attratte dal gruppo majorettes ed esprimono il desiderio di diventare majorette. È importante avere anche la passione per i viaggi perché i gruppi viaggiano molto ed è utile anche una buona predisposizione allo stare insieme. Il mondo majorettes favorisce l’aggregazione.

I genitori di una bambina che vuole diventare majorette a chi devono rivolgersi?

In Italia ci sono associazioni inclusive. Non ci sono selezioni, tutti possono sfilare, le femmine ma anche i twirling boys. Se la bambina vuole iniziare l’attività, i genitori possono far riferimento all’associazione locale o a quella del paese vicino. È in palestra che avviene la preparazione alle sfilate. Le bambine fanno un allenamento diverso rispetto alle ragazze più grandi. La prova viene fatta nel corso di open day, quando si assiste all’esibizione del gruppo majorettes attivo. La bambina viene iscritta, frequenta per un periodo e poi fa l’iscrizione effettiva.

Quali sono le tecniche di preparazione?

Gli allenamenti sono suddivisi per chicche, le bambine piccolissime dai tre ai sei anni, cadette, junior e senior. Negli anni abbiamo creato una rosa di insegnanti e giudici. L’esibizione all’interno dei palazzetti dello sport permette ai gruppi di confrontarsi e migliorare anche nel rapporto di tradizione con le bande musicali. C’è la cura per l’aspetto scenografico che prevede attenzione alla divisa, trucco, parrucco, eleganza e tecnica del corpo. Negli anni c’è stata un’evoluzione, oggi non c’è più la majorette che sgambetta davanti alla banda ma essere majorette significa vivere l’esperienza con eleganza e con un sorriso.

Divisa e stivali che ruolo hanno nella sfilata delle majorettes?

Le majorettes utilizzano lo stivale bianco che va indossato durante la parata. È essenziale perché richiama la tradizione. La divisa può essere marziale o sportiva, a seconda di come lo si ritenga opportuno. Inizialmente i colori delle divise erano legate ai colori del Comune. Oggi invece ogni gruppo cambia il colore perché ha più divise che utilizza a seconda del tipo di parata a cui partecipa. La cosa importante è non perdere mai di vista l’eleganza, considerata fondamentale.

Le majorettes hanno un motto?

Il nostro motto è eleganza, energia, perfezione.

Che cosa c’è da chiarire nella relazione tra twirling e majorettes?

Per twirling si intende la rotazione del bastone. In Italia sono iscritti ad ANBIMA un centinaio di gruppi  anche se il twirling come disciplina sportiva, non è curato da ANBIMA ma da altre federazioni. Noi ci occupiamo della parte folkloristica e amatoriale, nella tradizione che lega majorettes e bande musicali. Da alcuni anni siamo in partnership con Majorettes World Generation e abbiamo dato linee guida ai gruppi majorettes sia per quando sfilano, sia per quando fanno esibizioni nei palazzetti dello sport.

C’è anche un campionato italiano…

Ogni anno c’è un campionato italiano che vede i gruppi esibirsi nei palazzetti dello sport. Sono gruppi che attraverso le qualificazioni, partecipano anche ai campionati europei.

Le majorettes sono legate al folklore locale, ma c’è differenza tra le regioni?

I gruppi majorettes sono distribuiti su tutto il territorio italiano. In alcune regioni ce ne sono di più, in altre di meno ma quasi in ogni paese dove c’è la banda musicale, si trova anche un gruppo majorettes. Nel Lazio ci sono circa 25 gruppi majorettes. Piemonte, Veneto, Sicilia, Umbria e Toscana sono le regioni in cui ci sono più gruppi majorettes. Ogni regione rappresenta il proprio territorio. Per molto tempo quando si formava la banda musicale nel paese, nasceva anche il gruppo majorettes. Poi le majorettes sono diventate associazioni a sé.

Qual è oggi il valore sociale delle majorettes?

Come le bande musicali rappresentano un immenso patrimonio culturale, storico e sociale, anche le majorettes rappresentano ed esprimono gli stessi valori.  Nell’immaginario collettivo majorettes e bande musicali rappresentano la festa, l’allegria e il colore. Tuttavia è necessario sapere che dietro le quinte dello spettacolo ci sono tanto impegno, preparazione e disciplina.

In Italia quali sono gli eventi per le majorettes?

Ogni anno si svolge a Faleria, in provincia di Viterbo, il Concorso Nazionale Gruppi Majorettes con Bande Musicali dal vivo. Nel 2027 si svolgerà la 12esima edizione. L’ente organizzatore è il gruppo folk La Frustica di Faleria. Parteciperanno gruppi majorettes da tutta Italia, ci sono tante richieste di partecipazione ma saranno ammessi solo sette gruppi. Prestigioso è poi il Festival Internazionale per Bande Musicali e Majorettes di Giulianova, in Abruzzo, che nel 2027 festeggerà la 27esima edizione. Il festival accoglie bande da tutto il mondo e i gruppi majorettes tengono molto a questa manifestazione perché è un palco molto importante.

Perché sono eventi importanti?

Sono eventi importanti perché consentono alle majorettes di mettere in campo l’attività che svolgono all’interno delle palestre. Gli eventi, patrocinati da ANBIMA, costituiscono un obiettivo per cui allenarsi, prepararsi e con cui confrontarsi. Per questo è bello che ci siano.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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