Sarà possibile visitare fino al prossimo 5 luglio la mostra che espone al Museo del Corso presso Palazzo Cipolla, cinquanta capolavori di grandi maestri che hanno tracciato la pittura europea tra XVI e XIX secolo. Le opere provengono dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna, uno dei musei più importanti del mondo. Il Museo di Storia dell’Arte di Vienna deve moltissimo alla vocazione per il collezionismo degli Asburgo, la dinastia imperiale che lo progettò e inaugurò nel 1891. Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum è un evento culturale di rilevanza internazionale.
Vienna e Roma, due poli culturali storicamente connessi, sono ora in dialogo per proporre l’esposizione di capolavori custoditi nel KHM. Il Museo li offre per la prima volta eccezionalmente in prestito a una istituzione italiana. Fondazione Roma promuove e produce il progetto espositivo, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum. Con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata d’Austria a Roma. La mostra è stata visitata in anteprima dal Presidente della Repubblica Italiana e dal Presidente della Repubblica Federale Austriaca. Il progetto espositivo racconta l’importanza della Casa d’Asburgo nel collezionismo europeo tra il XVI e il XIX secolo. A Palazzo Cipolla sono esposti capolavori di arte fiamminga, spagnola, tedesca, olandese e italiana. La pittura italiana costituisce un nucleo significativo della collezione asburgica.

Da Vienna sono arrivati capolavori di Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci e Giovanni Battista Moroni. Una menzione speciale è per un capolavoro di Caravaggio, l’Incoronazione di spine, che torna a Roma, la città dove l’artista la realizzò tra il 1603 e il 1605. Il dramma della Passione rappresentata e l’uso rivoluzionario della luce, rendono imperdibile la visita a un capolavoro acclarato. La mostra è un viaggio nella storia del collezionismo universale. Oltre alle importanti opere pittoriche, è esposta anche una selezione di ornamenti, oggetti d’arte e oreficeria che provengono dalla Kunstkammer, la Camera delle Meraviglie del Museo di Vienna. Il dialogo culturale che la mostra intesse ha in realtà una storia antica.
Negli stessi anni in cui nella Vienna imperiale degli Asburgo due architetti austriaci, Gottfried Semper e Carl Hasenauer, progettavano il Kunsthistorisches Museum, era attivoa Roma Antonio Cipolla, l’architetto che progettò Palazzo Cipolla. L’elemento che unisce i tre progettisti è una comune concezione dell’architettura come spazio pubblico dove trasmettere valori culturali e civili. Il museo concepito come luogo di conoscenza e formazione anche civica oltre che culturale. La mostra è l’occasione per approfondire e ritessere il legame tra due palazzi neorinascimentali che sono oggi in virtuoso dialogo culturale. I capolavori arrivati a Roma, splendidi e preziosi, abitano per quasi 5 mesi, uno spazio e un luogo che ricorda la solennità del museo da cui arrivano.

Il visitatore ha la possibilità di osservare da vicino artisti eccezionali, tutti insieme, nello stesso luogo. Caravaggio, Velazquez, Rubens, Tiziano, Arcimboldo, Veronese, Tintoretto solo per citarne alcuni. Ci sono opere imperdibili come L’Infanta Margherita in abito blu di Diego Velazquez in cui l’autore rappresenta una bambina di corte, circondata dai simboli del potere asburgico perchè diventerà una futura sovrana. L’opera è stata scelta come immagine di copertina di una mostra che lascerà un ricordo indelebile. Ogni capolavoro ha una sua storia di bellezza e prestigio, Il Riposo durante la fuga in Egitto di Orazio Gentileschi, Giove e Mercurio nella capanna di Filemone e Bauci di Rubens e tutte le altre opere arrivate a Roma da Vienna.
Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo è davvero una mostra che può essere definita un evento. Una serie di conferenze e incontri hanno accompagnato il tempo dell’esposizione, un tempo che si avvia a finire dopo aver costruito e proposto un racconto focalizzato sugli Asburgo e sulla loro inesauribile vocazione al collezionismo. La storia dell’arte deve molto alla dinastia che ha realizzato una delle collezioni imperiali più importanti in Europa. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero ha chiesto a Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma, il significato di una mostra inaugurata dal Presidente della Repubblica.
Franco Parasassi
Presidente Parasassi, la presenza del Presidente Sergio Mattarella all’anteprima della mostra, ha un significato non solo simbolico…
Alla preinaugurazione hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente federale della Repubblica austriaca Alexander Van der Bellen. La loro presenza, di grande significato istituzionale e culturale, ha sottolineato la solidità e l’autorevolezza del messaggio che desideriamo far passare attraverso questa esposizione.
Da Vienna a Roma è anche un progetto di diplomazia culturale?
Sì, è anche un progetto di diplomazia culturale. L’arte è l’unico valore, l’unico vero asset riconosciuto in Europa. L’Europa è la culla di ogni espressione artistica e l’arte è un collante fondamentale per abbattere le diseguaglianze e le barriere ideologiche. E in questo momento ce n’è davvero bisogno.


