3.9 C
Rome
spot_img

Storia della moda a Roma. Una mostra la racconta alla Centrale Montemartini

Data:

Condividi sui social:

Roma capitale mondiale del cinema è una storia conosciuta. La Hollywood sul Tevere che incantava gli artisti internazionali arrivati a Cinecittà per produzioni cinematografiche colossali, racconta un’epoca effervescente. Meno nota è la dimensione di capitale mondiale della moda che Roma ha vissuto a partire dalla Dolce Vita. Lo stile dell’alta sartoria che ha fatto la storia della moda femminile e maschile, l’industria romana e le manifatture della capitale, restituiscono un racconto sorprendente. Una mostra allestita alla Centrale Montemartini, sede espositiva dei Musei Capitolini, ricostruisce la stagione straordinaria in cui la moda che nasceva a Roma, influenzava il mondo.

Moda in Luce. 1955-1975 Roma tra glamour e innovazione industriale è un viaggio tra l’haute couture che nasce a Roma negli Anni Cinquanta e prosegue con successo per circa vent’anni. Sono gli anni in cui moda e cinema formano un binomio  perfetto che porta l’Italia e Roma al centro dell’attenzione internazionale. Una selezione del materiale custodito dall’Archivio Luce Cinecittà, completato da abiti e oggetti provenienti da prestatori importanti, costruisce un percorso espositivo suggestivo.  Un viaggio nella bellezza della moda che parla italiano. Fotografie, filmati, abiti originali realizzati da grandi stilisti e indossati da divi internazionali, campionari tessili, riviste, libri e memorabilia, raccontano come e perché Roma sia stata la capitale mondiale della moda.

Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra la curatrice Fabiana Giacomotti, la direttrice dei Musei Civici di Roma Ilaria Miarelli Mariani e il presidente di Cinecittà Antonio Saccone.

Fabiana Giacomotti

Perché Moda in Luce. 1955-1975 è una mostra felice?

È una mostra felice perché racconta i vent’anni più belli di Roma per la moda, il cinema, la sartoria e l’arte.  A Roma, tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Settanta, si concentrano in assoluto le più belle creatività di tutto quello che rende la vita piacevole, dall’arte alla manifattura. C’è grande attivismo, una diffusa volontà di fare e tutto si svolge in un clima di collaborazione. In mostra abbiamo materiale e documenti di Archivio Luce e Rai Teche a cui si aggiungono prestatori importanti. Tutto racconta la bellezza e la capacità dei sarti di collaborare senza acredine o rivalità eccessive.  

È una mostra costruita attraverso momenti significativi che raccontano un’epoca?

Ci sono certamente momenti significativi. Il racconto iniziale è legato alla bellezza della moda romana da sera, con un’evoluzione dagli Anni Cinquanta agli Anni Settanta. C’è poi una parte importante sulla manifattura, legata a quello che si vede nelle teche. Si arriva al racconto del tessile e all’evoluzione dei tessuti. C’è poi una parte degli affetti che si vedono negli alba amicorum di Angelo Litrico.Ci sono disegni e dediche dei più importanti artisti e sarti dell’epoca, momenti felici che ci fanno capire come allora tutti collaborassero alla narrazione di Roma. C’è poi una parte che racconta l’evoluzione del lavoro femminile, rappresentato da Palma Bucarelli, grande direttrice della Galleria d’Arte Moderna che ha aperto il museo anche alla moda. E’ esposto un suo abito, ci sono immagini che la ritraggono e interviste che la raccontano.

Antonio Saccone

Perché nel racconto dell’Italia Cinecittà ha sempre un ruolo fondamentale?

Cinecittà è stata la pietra miliare del rilancio dell’Italia. Siamo i custodi della storia in movimento. Questo è il nostro motto e ogni mostra che organizziamo lo dimostra. Con questo progetto espositivo raccontiamo l’Italia del boom che esce dalla Seconda Guerra Mondiale e vuole allontanarsi dalla devastazione e dalla distruzione. Roma, capitale d’Italia, negli Anni Cinquanta è piena di borgate come documenta bene Giovanni Berlinguer nel libro “Le borgate di Roma”. All’interno delle borgate c’è Cinecittà, una splendida realtà con un grande talento creativo, dove tutto il mondo viene a concentrarsi per importanti produzioni internazionali. Noi campiamo ancora oggi grazie a quel periodo d’oro. Le grandi produzioni americane vengono a Roma non solo per il Colosseo e Piazza di Spagna, ma per le maestranze di Cinecittà.

Tra le maestranze c’erano anche i sarti?

Certamente. È la grande moda e la grande sartoria che si abbina al cinema italiano.

 Qual è stato il ruolo di Cinecittà nella promozione di Roma nel mondo?

Negli Anni Cinquanta nasce il Neorealismo e Cinecittà ne è stata per alcuni aspetti la capitale. A Cinecittà si voleva cominciare a raccontare finalmente la realtà, dopo gli anni in cui l’Istituto Luce aveva fatto solo propaganda. Cinecittà è diventata famosa in tutto il mondo anche grazie a questo racconto di verità.

Ilaria Miarelli Mariani

Come dialoga la Centrale Montemartini, espressione di arte e tecnologia, con una mostra sulla moda a Roma?

La Centrale Montemartini è forse il nostro museo più alternativo per il connubio tra archeologia industriale e statue antiche. E’ sede ospitante di mostre importanti e racconta il rinnovamento tecnologico della città di Roma dal Secondo Dopoguerra in poi, con la centrale trasformata in museo.

L’esposizione Moda in Luce 1955-1975 cosa racconta?

Racconta Roma protagonista dell’Alta Moda, quando il cinema era lo specchio delle creazioni artistiche degli stilisti. Attrici e attori venivano vestiti dai creatori di moda che non realizzavano costumi ma veri e propri abiti che diventavano modelli di grandissimo successo.

Roma cosa era in quegli anni?

Roma era il luogo in cui ci si veniva a vestire. A Roma si veniva anche per frequentare boutiques e atelier dei creatori di moda. Le Sorelle Fontana e molti altri stilisti, sono oggi nei libri di storia della moda.

Dove erano gli atelier?

 In quegli anni a Roma c‘era una grande ricerca di luoghi dove impiantare gli atelier che solitamente non erano negozi su strada. Con il tempo si è poi passati al concetto di negozi, progettati da famosi architetti che avevano un’attenzione particolare al design.

Roma e l’Alta Moda, un rapporto antico?

La mostra fa percepire Roma come luogo di Alta Moda e riafferma una dimensione di cui forse si è persa la percezione. Roma come luogo dove ci si vestiva, ci riporta indietro nel tempo, alla Regina Margherita. Dopo l’Unità d’Italia, Roma vive una nuova stagione. Si costruiscono nuovi quartieri per dare alloggio alle famiglie che si trasferiscono a lavorare nella capitale. La Regina Margherita organizza feste e balli. Invita le famiglie dell’alta borghesia che per partecipare ai suoi ricevimenti, si dovevano vestire come la Regina Margherita, famosa per la sua eleganza.

Per questa ragione cominciano ad arrivare a Roma, da varie regioni d’Italia, sarte e sarti che aprono atelier, soprattutto nella zona di Via del Corso. All’inizio si copiavano gli stilisti francesi, ma pian piano si cominciarono a creare percorsi di qualità realizzando bellissimi tessuti italiani. Il periodo di maggior successo è quello raccontato dalla mostra, ma ciò che accade dagli Anni Cinquanta, nasce molto tempo prima. Roma comincia a realizzare Alta Moda alla fine dell’Ottocento.

* La mostra, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, promossa da Roma Capitale, è visitabile fino al prossimo 15 novembre

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

━ Articoli suggeriti

WWF Italia compie 60 anni. Una mostra dedicata al fondatore Fulco Pratesi

“Signor Pratesi, lei è l’unico in Italia che sembra preoccuparsi della natura”. Era l’invito del WWF a fondare la sezione italiana dell’associazione ambientalista che...

Torna “Tale e quale show”, appuntamento di mercoledì su Rai 1

Tale e Quale Show torna con novità ed esclusive. Nuovo il giorno, da questa edizione il talent andrà in onda il mercoledì in prima...

“Militello è Pippo Baudo”. Le iniziative per ricordare Pippo Baudo a un anno dalla scomparsa

Il 16 agosto 2025 moriva Pippo Baudo. Era un sabato sera e il Tg1 comunicava la notizia con una edizione straordinaria trasmessa alle 21.35....

La fotografia di Robert Mapplethorpe in mostra all’Ara Pacis

Il Museo dell’Ara Pacis ospita una mostra fotografica dedicata a Robert Mapplethorpe, visitabile fino al 4 ottobre. È l’occasione per conoscere e approfondire l’opera...

L’arte messicana di Diego Rivera ai Musei Capitolini

Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo è un progetto espositivo messicano che arriva a Roma su invito italiano....

━ Seguici sui social

Iscriviti alla nostra newsletter!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here