Il 16 agosto 2025 moriva Pippo Baudo. Era un sabato sera e il Tg1 comunicava la notizia con una edizione straordinaria trasmessa alle 21.35. Il suo sabato, la sua ora. Una serata in cui il presentatore che ha inventato un nuovo modo di fare televisione, si è preso la scena. L’Italia lo ha pianto e la Rai ha allestito la camera ardente al Teatro delle Vittorie, la sua casa televisiva. Tuttavia è emersa subito la volontà di Pippo Baudo di tornare a Militello, la sua terra natìa, il borgo dove tutto era cominciato. Funerali celebrati nella Chiesa di Santa Maria della Stella, dove Pippo bambino faceva il chierichetto. Il riposo eterno nel cimitero comunale, nella tomba di famiglia, un antico tempietto che lui stesso aveva fatto rivestire in pietra lavica nera e chiuso con un portale in bronzo.
L’arrivo a Militello, il 20 agosto 2025, ha l’aria del ritorno a casa. Militello è addobbata per la festa patronale del Santissimo Salvatore che si celebra il 18 agosto. È un ritorno che segna un cambio di passo nel racconto di Pippo Baudo. Un grande italiano che torna a essere per sempre un militellese. La sua decisione restituisce il commovente attaccamento alla memoria e alle radici di un uomo che ha impersonificato l’Italia e gli Italiani. Nell’ultimo anno si sono registrati numeri in crescita dei turisti in visita a Militello. Il borgo, eletto Borgo dei Borghi 2025, è stato visitato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma è indubbio che il ritorno a casa di Pippo Baudo ha suscitato l’interesse del turismo affettivo legato alla sua memoria.
Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra il sindaco di Militello in Val di Catania Giovanni Burtone per conoscere le iniziative organizzate in occasione del primo anniversario della morte del cittadino più illustre di Militello in Val di Catania.
Giovanni Burtone
Le volontà di Pippo Baudo sono state chiare. Funerale e riposo eterno a Militello, la terra da cui nel 1954 era partito ma da cui in realtà non se ne era mai andato…
Pippo Baudo non ha voluto tagliare il cordone ombelicale con Militello, nemmeno davanti alla morte. Ha chiesto di tornare a Militello per riposare accanto ai suoi genitori. I suoi funerali sono stati una manifestazione di grande affetto. Migliaia di cittadini sono arrivati da tutta la Sicilia e non solo, per dare l’ultimo saluto a una persona straordinaria, molto cara a tutta la nostra comunità.

Pippo Baudo è stato raccontato nel suo profilo nazionale e internazionale, ma la sua morte lo ha fatto riscoprire, per sua precisa volontà, nella dimensione militellese. Una decisione significativa?
Pippo Baudo è stato un grande personaggio nazionale, un intellettuale profondamente rispettoso della nostra Costituzione. Ha utilizzato al meglio lo strumento e il senso della televisione pubblica, con un grande talento che ha costantemente perfezionato con tanto lavoro. Pippo ha mantenuto sempre un profondo attaccamento alle sue radici. A Militello veniva spesso in vacanza ed era felice di incontrare tutti. Era sempre disponibile a fare foto, firmare autografi, senza alcun segno di superbia. Per ogni concittadino che incontrava, contestualizzava ricordi, ricostruiva legami famigliari ed episodi accaduti in passato. Era un militellese orgoglioso delle proprie radici che ha saputo coltivare il suo talento con tanto impegno e lavoro, valori tipici dei siciliani che vogliono trasmettere agli altri la propria esperienza di vita.
Il ritorno di Pippo Baudo a casa ha avuto un impatto sulle visite a Militello, c’è stato un aumento del turismo affettivo legato alla sua memoria?
In questo ultimo anno sono tanti i visitatori arrivati a Militello in Val di Catania, eletto Borgo dei Borghi 2025. Tutti però chiedono subito di visitare il murale dedicato a Pippo e il luogo in cui riposa. Nonostante la tomba sia chiusa, intima e privata, in tanti desiderano deporre un fiore. C’è un turismo che si è sviluppato attorno ai luoghi della memoria di Pippo Baudo. I turisti chiedono informazioni sulla casa in cui è nato, sui luoghi che ha frequentato, sul teatro dove ha fatto i primi spettacoli, sulla chiesa di Santa Maria della Stella che ha frequentato e dove si sono svolti i funerali.
Il 20 agosto i suoi funerali sono stati vissuti come cerimonia collettiva che ha toccato profondamente il cuore dei militellesi e dei siciliani. È quel binomio tra Pippo Baudo e Militello che c’è sempre stato e continuerà. Credo che a Militello arriveranno sempre più turisti attratti dalla bellezza del luogo, dall’accoglienza della nostra comunità ma anche perché oggi Militello è Pippo Baudo.

Il murale realizzato dall’artista Salvo Ligama rappresenta Pippo Baudo con le braccia spalancate in un abbraccio. Come è stato scelto il luogo in cui posizionare l’omaggio di Militello al suo illustre cittadino?
La vocazione ad accogliere e abbracciare tutti era l’espressione che caratterizzava Pippo Baudo. Il murale è stato realizzato vicino al Teatro Tempio, il cinema in cui Pippo, appena sedicenne, iniziava le sue prime esperienze teatrali. Da ragazzino si era esibito nel teatro parrocchiale, poi fu chiamato per i primi spettacoli nel cineteatro del paese. Pippo è nato artista, ha studiato, si è impegnato, ha coltivato il suo talento e ha avuto sempre un grande rispetto per il telespettatore. Pippo aveva capito che la televisione, se utilizzata bene, era uno straordinario strumento per contribuire alla crescita culturale del nostro Paese.
Perché ha definito Pippo Baudo l’Enrico Mattei della televisione pubblica?
Enrico Mattei è stato un grande patriota e anche Pippo lo è stato, è stato un grande Italiano. Pippo ha saputo utilizzare la televisione pubblica per far crescere culturalmente il nostro Paese. È per questo che gli siamo profondamente grati e restiamo legati a Pippo. Come cittadini di Militello che lo hanno visto crescere, siamo orgogliosi di tutti i suoi successi.
Che ruolo ha avuto nella sua vita la Chiesa di Santa Maria della Stella?
Pippo era un chierichetto, da ragazzino era sempre presente nelle attività parrocchiali di Santa Maria della Stella. Anche la sua famiglia ha dato molto alla comunità parrocchiale, il padre era nel comitato che organizzava le feste patronali. Pippo era religioso, seguiva le feste patronali nel loro significato più autentico, non solo per il folklore che le accompagna. Era profondamente legato alla devozione per Santa Maria della Stella, un riferimento che ha portato con sé fino alle ultime volontà.
Quali iniziative sono state organizzate in occasione del primo anniversario della morte di Pippo Baudo?
Il 16 agosto alle 18.30 sarà celebrata una messa in suffragio per ricordare Pippo, nella Chiesa di Santa Maria della Stella. In questi giorni è in pubblicazione un libro, Riecco a voi Pippo Baudo, edito da La Repubblica. Il 5 agosto si è svolta la conferenza stampa di presentazione del libro inserto distribuito con il quotidiano. Nel Chiostro dell’ex monastero dei benedettini sono stati condivise letture e ricordi sulla sua vita personale e televisiva. È una iniziativa per riflettere su questo primo anno senza Pippo. Ma Militello farà di più per Pippo. In collaborazione con la famiglia, sempre vicina alla nostra comunità, faremo cose importanti per il nostro illustre concittadino che ha un posto speciale nel cuore e nella mente dei militellesi. Come amministrazione abbiamo il dovere di coltivarne il ricordo perché Militello in Val di Catania è il paese di Pippo Baudo.

Cosa continua a dare oggi Pippo Baudo a Militello?
Pippo continua a essere generoso con Militello. Il paese è un gioiello del tardo barocco siciliano, Patrimonio Unesco dal 2002, borgo più bello d’Italia nel 2025, ma oggi è visitato innanzitutto da chi desidera rendere omaggio a Pippo per conoscerlo nelle sue origini. Sono venuti anche molti artisti per esprimere il loro sincero attaccamento a Pippo Baudo.
Militello ha accompagnato sempre Pippo Baudo. A New York, la prima volta che presentò uno spettacolo al Madison Square Garden, fu accolto da uno striscione Militello saluta Pippo Baudo. Era stato scritto dai suoi compagni di scuola elementare emigrati a New York.Oggi Militello lo accoglie, lo custodisce e ne preserva la memoria…
Tutto il mondo sa che Militello in Val di Catania è il paese di Pippo Baudo.
Per festeggiare Militello Borgo dei Borghi 2025 è arrivato in visita il Presidente Sergio Mattarella…
Il Presidente Mattarella mi aveva detto che a Militello la prima persona che avrebbe voluto incontrare era Pippo Baudo, una presenza straordinaria per la comunità militellese e per l’Italia. Purtroppo non è stato possibile in quella occasione perchè Pippo non ha potuto partecipare per motivi di salute.
Lei è stato amico di Pippo Baudo. Come parlava del rapporto intenso che aveva con i militellesi all’estero e con i nostri connazionali emigrati?
Certamente. Ero molto legato a Pippo Baudo, ci siamo visti spesso e conosco bene il suo rapporto di affetto con i militellesi che vivevano all’estero, quelli che chiamava i nostri fratelli. Mi diceva: Giovanni, da sindaco ricordati dei nostri fratelli emigrati all’estero, a loro dobbiamo sempre volere bene perché anche da lontano hanno a cuore la nostra Militello.
Quando gli ha comunicato che Militello era il Borgo dei Borghi 2025, quale è stata la sua reazione?
È stato felice, si è messo a ridere e mi ha dato un suggerimento che racconta la sua capacità di visione. Mi ha detto: Sono contento, però Giovanni ricordati che dovete lavorare per Militello ma guardate al mondo perché ci sono trasformazioni che stanno cambiando la nostra comunità. Ricordatevi di impegnarvi sempre anche sui grandi valori universali. La pace, la libertà, la democrazia non sono valori sempre acquisiti, ma vanno consolidati e difesi. Pippo Baudo ci ha lasciato una testimonianza di vita e un pensiero che dobbiamo raccogliere.
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