Mariae Lauretanae Piceni Patronae. A Maria Lauretana Patrona dei Piceni è dedicato il Santuario di San Salvatore in Lauro. Una chiesa di antichissima costruzione che dal XII secolo è al centro della spiritualità, della storia e dell’arte, non solo di Roma. Il santuario si affaccia, in tutta la sua maestosa imponenza, su Via dei Coronari, una delle strade più belle del mondo, in prossimità di Piazza Navona. San Salvatore in Lauro è una parrocchia giuridicamente nata il 24 novembre 1824 e ridiventata diaconia cardinalizia dal 24 novembre 2007. La sua storia racconta distruzioni, ricostruzioni e tenaci sopravvivenze a incendi e inondazioni.
Il 1591 segna la data della rinascita definitiva, quando fu ricostruita con uno stile tardo cinquecentesco che ancora caratterizza la costruzione. Nel 1727 l’architetto Ludovico Rusconi Sassi realizzò la cupola, il campanile e la sacrestia. Nel 1862 fu completata la facciata con un monumentale portale d’ingresso, sormontato dallo stemma papale di papa Sisto V e da un rilievo che raffigura il trasporto della Santa Casa di Nazareth. Oggi è riferimento devozionale per la Madonna del Loreto e per San Padre Pio a Roma. E’ storia, spiritualità, arte sacra e arte contemporanea. Tutto è affidato al Pio Sodalizio dei Piceni, antica e autorevole istituzione marchigiana che gestisce il Santuario dal 1669. Il progetto Musica in Chiesa. Conoscere le Parrocchie fa tappa con Matteo Pontone nella parrocchia che è dal XVII secolo la chiesa nazionale dei Marchigiani a Roma.
Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Christian Massaro, collaboratore di San Salvatore in Lauro.
Christian Massaro
Qual è il significato del nome Lauro che accompagna il Santuario sin dalla sua prima edificazione?
Il centro di Roma, dove sorge San Salvatore in Lauro, è stratificato da oltre venti secoli di storia. Roma ha visto passare culture e religioni diverse. Anticamente, nel luogo in cui poi è stato costruito San Salvatore in Lauro, vi era un tempio dedicato a un dio pagano. Accanto al tempio, vi era una pianta di lauro. Tradizionalmente questo luogo del centro di Roma è chiamato in Lauro proprio perché accanto al tempio vi era una pianta di lauro. In Lauro è un toponimo legato a una precisa circostanza geografica del luogo.

Una chiesa, l’annesso convento di San Giorgio e i Musei che lo completano. San Salvatore in Lauro nasce già destinato a grandi cose?
San Salvatore in Lauro si presenta oggi come una struttura architettonica complessa. È l’unico doppio chiostro che c’è nella città di Roma. Presenta una figura che non appare molto imponente dall’esterno ma è molto elaborata all’interno. Le persone che la visitano per la prima volta, hanno l’impressione di entrare in un labirinto da cui non è facile uscire.
Perché ha un doppio chiostro?
Il doppio chiostro racconta una presenza monastica antichissima. I Monaci di Son Giorgio in Alga arrivarono a Roma da Venezia. La struttura si è saputa sempre reinventare nel corso della storia ed è andata oltre l’ospitalità monastica fino a diventare il complesso composito di oggi.
Cos’è oggi San Salvatore in Lauro?
È una proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni ed è una parrocchia dove si svolgono tante attività culturali che gravitano attorno a questo polo.
Il Santuario custodisce reliquie?
Il Santuario custodisce la reliquia di San Giuda Taddeo, l’apostolo che era il secondo Giuda perché il primo era Giuda Escariota. Anticamente, una chiesa adiacente al Santuario, era dedicata a San Giuda Taddeo. È proprio nell’altare della chiesa che circa venti anni fa, sono state rinvenute le reliquie dell’apostolo poi sepolto, nell’interezza del suo corpo, nella Basilica di San Pietro. La reliquia di San Giuda è stata protagonista di un importante pellegrinaggio itinerante negli Stati Uniti e in Messico. Ha incontrato la devozione di milioni di persone perché San Giuda Taddeo è un santo molto venerato nell’America Latina.
E poi c’è San Pio…
Nel 2007 il cardinale Camillo Ruini affidò a Don Pietro Buongiovanni, attuale parroco di San Salvatore in Lauro, una chiesa di Roma affinchè diventasse un punto di riferimento per i fedeli attratti dalla spiritualità e dalla devozione per Padre Pio. La Chiesa di San Salvatore in Lauro era quasi in rovina. Era chiusa da oltre vent’anni e oltre la messa domenicale, non c’erano attività pastorali. Don Pietro è riuscito a riaprire la chiesa al culto, ha ridato fisionomia innanzitutto a una comunità cristiana e poi a una comunità parrocchiale. Don Pietro ha inserito tra le attività caratterizzanti del percorso pastorale annuale, le devozioni a San Pio da Pietrelcina del quale la chiesa custodisce insigni reliquie.
Quali sono le reliquie di San Pio da Pietrelcina?
Ci sono la reliquia del sangue, esposta solo in occasione della festa del santo, il 23 settembre. Sono custodite anche la reliquia del mantello e altri oggetti personali appartenuti al Santo di Pietrelcina.

Ci sono opere d’arte sacra custodite nelle cappelle?
Si, sono custodite opere d’arte sacra ma non sono antichissime in quanto la nostra chiesa è sopravvissuta a due disastrosi incendi. Abbiamo la Natività di Pietro da Cortona e la più antica riproduzione della Madonna di Loreto. È custodito anche un Crocifisso ligneo molto importante.
La facciata della chiesa raffigura la Santa Casa di Nazareth che viene portata dagli Angeli verso Loreto…
La chiesa è dedicata a Maria Lauretana patrona dei Piceni. La chiesa di San Salvatore in Lauro è sede della Madonna di Loreto in Roma. Appartiene al Pio Sodalizio dei Piceni che era anticamente la confraternita che radunava tutti i marchigiani abitanti a Roma. Al Santuario di Loreto nella Marche, vi è la Santa Casa che come narra la tradizione, è stata traslata miracolosamente dagli Angeli, da Spalato a Loreto nel 1200.
È una devozione alla Madonna di Loreto che parla del legame che c’è tra la chiesa, l’istituzione del Pio Sodalizio e la Regione Marche. Il Santuario di San Salvatore in Lauro custodisce una copia lignea della Madonna di Loreto che è più antica della statua lignea della Madonna di Loreto, ricostruita dopo un incendio che la distrusse completamente. Ne consegue che la più antica statua esistente della Madonna di Loreto sia custodita nella grande abside di San Salvatore in Lauro.
Qual è il rapporto che San Salvatore in Lauro coltiva con la musica?
A pochi passi dal Santuario vi è la sede della Fondazione Cardinale Bartolucci. La Fondazione prende il nome da Domenico Bartolucci che è stato per cinquant’anni maestro direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Bartolucci è stato un sacerdote fiorentino, genio della composizione nella musica sacra, sinfonica e polifonica. Nel 2003, grazie a un gruppo di estimatori, nacque la Fondazione a lui intitolata. La missione è proteggere, promuovere e valorizzare il patrimonio artistico del Maestro che grazie alla collaborazione con la parrocchia di San Salvatore in Lauro, ha permesso, da circa dieci anni, la rinascita della musica sacra all’interno del Santuario. È stato anche costituito un coro che anima le principali funzioni liturgiche.
Si organizzano concerti nel Santuario?
Il coro svolge attività concertistica all’interno del Santuario ma svolge anche tourneè all’estero. Il Coro di San Salvatore in Lauro è stato il primo coro a offrire un concerto a Papa Leone XIV, il 18 giugno 2025, presentando il Cd Vaticano, inciso per l’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di Pierluigi da Palestrina.
Il Santuario è un punto di riferimento per la coralità internazionale?
San Salvatore in Lauro è anche una casa artistica dove si può ascoltare buona musica per elevare lo spirito e dove si esibiscono cori internazionali in tourneé a Roma.
Com’è costituita la comunità parrocchiale?
San Salvatore in Lauro ha una vocazione all’accoglienza di tutti i fedeli, anche quelli che arrivano da lontano. I parrocchiani sono solo 650 ma sono moltissimi i fedeli che fruiscono del Santuario e arrivano a Roma proprio per le caratteristiche peculiari che il luogo offre per la preghiera, la spiritualità e la devozione.
La centralità e la prossimità a Piazza Navona, rendono il Santuario una meta turistica. Cosa comporta?
San Salvatore in Lauro promuove questa condizione. Le chiese del centro storico, alcune delle quali sono purtroppo trascurate o chiuse, hanno una naturale vocazione all’accoglienza. Il turista nella chiesa non è un ostacolo alle attività pastorali della parrocchia. È uno sprone a offrire la propria storia, spiritualità e ciò che la chiesa tramanda da venti secoli, al turista che arriva da lontano e può respirare l’aria spirituale che ogni chiesa offre. Il Santuario si colloca in questa prospettiva, accoglie i gruppi di turisti che desiderano visitare San Salvatore in Lauro ma anche coloro che vogliono celebrare la Santa Messa durante il loro pellegrinaggio a Roma.
Qual è stata, per il Santuario, la fotografia simbolica del Giubileo della Speranza celebrato nel 2025?
Il Dicastero per l’Evangelizzazione ha affidato al Santuario lo status di chiesa giubilare, a motivo della sua posizione centrale. San Salvatore in Lauro era ufficialmente deputato all’accoglienza dei pellegrini e all’attività che il Dicastero organizzava per animare i tanti giubilei che si sono susseguiti nell’anno giubilare.
In questi anni la comunità parrocchiale di San Salvatore in Lauro si è formata o si è trasformata?
Ogni parrocchia vive innanzitutto dei suoi fedeli. Una comunità cristiana parte dalla Chiesa, intesa come assemblea dei battezzati, che vivono attorno alla chiesa parrocchiale e sono i primi destinatari dell’azione evangelizzatrice. La nostra comunità parrocchiale vive da vent’anni una nuova stagione. Ora c’è uiQui Q è una vita liturgica, la messa ogni giorno, la messa della domenica ma anche qualcosa di più. Il parroco don Pietro Buongiovanni già vent’anni fa si è accorto, appena arrivato in questa parrocchia, che oltre ai palazzi nobiliari abitati da persone facoltose, nella zona ci sono anche molte persone che vivono in uno stato di disagio. Un censimento delle famiglie è stata la prima azione realizzata.

Con quale finalità?
Per formare una comunità parrocchiale bisognava capire come vivessero le persone e quali fossero i loro bisogni. Le persone disagiate sono assistite da vent’anni dal centro di carità dell’Ordine di Malta, fondato qui vent’anni fa per venire incontro alle persone meno fortunate.
La vita parrocchiale cosa offre?
Ci sono innanzitutto corsi di catechismo, ripresi dopo tanto tempo anche grazie alla felice vicinanza con la scuola elementare. La parrocchia offre una attività catechistica strutturata, la Prima Comunione, i primi sacramenti dell’iniziazione cristiana, l’accompagnamento delle famiglie che chiedono il battesimo delle famiglie e l’accompagnamento delle coppie al matrimonio. Ogni lunedì alle 19 si riunisce il Gruppo Giovani di Padre Pio, curato dal sacerdote Carmelo Pellegrino, servo della sofferenza. Segue circa una quarantina di giovani e li coinvolge in attività di volontariato. È una parrocchia molto viva che offre tante opportunità.
Piazza San Salvatore in Lauro è una estensione delle attività parrocchiali…
La piazza antistante la chiesa, Piazza San Salvatore in Lauro, è diventata un luogo dove i bambini giocano ogni pomeriggio, assieme ai loro genitori. Gli animatori dell’oratorio offrono momenti di formazione ai genitori in piazza. La piazza viva, piena di bambini e famiglie, è una peculiarità di questo quartiere. È bello raggiungere bambini e genitori nel luogo in cui hanno scelto di trascorrere il loro tempo libero. La piazza è protagonista di un grande evento annuale a cui invitiamo tutti.
Il 23 settembre è la festa di Padre Pio ed è l’occasione in cui la comunità esce in piazza. Non si possono contenere i fedeli che per tutto il giorno “assediano” il Santuario. La celebrazione per San Pio si svolge in piazza, attorno a un altare costruito per l’occasione. Lo scorso anno abbiamo avuto come ospite il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. Invitiamo tutti a partecipare alla festa di Padre Pio, il momento più importante della comunità nell’anno pastorale.
San Salvatore in Lauro è anche polo museale, uno dei più belli di Roma, dove vengono allestite mostre importanti…
I due chiostri di San Salvatore in Lauro offrono una vocazione all’accoglienza e all’arte. I chiostri si prestano ad accogliere mostre bellissime. Lo scorso anno abbiamo ospitato una mostra sul restauro della Natività di Betlemme che ha potuto coinvolgere anche l’Ambasciata della Palestina presso la Santa Sede. San Salvatore in Lauro, con il chiostro di San Salvatore e i Musei, offrono opportunità di dialogo culturale. La Sala Salviati, chiamata Sala dei Piceni, ospita regolarmente conferenze e rassegne musicali.


