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La scultura in araldica di Mauro Pieroni, eccellenza e originalità made in Italy

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Legno cirmolo, disegni di cartone tagliati e incollati sui panconi della pregiata conifera, sgrossatura con le sgorbie, intagliatura, rifinitura in foglia d’oro 24 carati e foglia d’argento. Sono i passaggi che portano alla realizzazione di stemmi araldici, opere d’arte che attraversano luoghi e generazioni. Mauro Pieroni è l’ultimo maestro della scultura in araldica, arte antica che dal Rinascimento è stata tramandata nelle botteghe artigiane di Firenze. Mauro Pieroni è maestro e mastro di scultura in araldica, tenace custode di un’arte conosciuta e apprezzata nel mondo che oggi non si impara più.

La sua storia inizia a Firenze, di fronte Palazzo Pitti, nella bottega del padre restauratore di mobili antichi. I suoi stemmi araldici, autentiche opere d’arte, arrivano a pontefici e capi di stato. Il presidente americano George Bush senior riceve alla Casa Bianca l’artigiano fiorentino, Jacques Chirac gli dona la medaglia d’argento della città di Parigi. Una bella storia italiana che Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero racconta incontrando il maestro Mauro Pieroni, scultore in araldica, Cavaliere della Repubblica e ambasciatore dell’artigianato artistico italiano nel mondo.

Mauro Pieroni

Scolpire il legno in una bottega artigiana nel cuore di Firenze. Chi nasce lì è un predestinato a certi mestieri?

Il mio babbo faceva il restauratore di mobili antichi e io lo aiutavo nella sua bottega di fronte Palazzo Pitti. Vivendo lì, ho assaporato la bellezza e ho imparato l’amore per l’arte. Nascere a Firenze e vivere al centro dell’arte predispone a imparare alcuni mestieri, si intaglia il legno, si lavora il marmo, si fanno i mosaici, si diventa pellettieri. Io ho scelto il legno perché è una materia viva, mi piace lavorarlo con le mani, sbozzarlo con il mazzolo e forgiarlo fino a farlo diventare un’opera d’arte.

Quale legno si utilizza per la scultura in araldica?

Io utilizzo il legno cirmolo, una conifera che nasce  oltre i duemila metri, in Val di Fiemme, Val di Fassa, in Austria. È un legno pregiato, con venature sottili ed è per questo che è adatto a essere intagliato.

Quali sono gli strumenti del mestiere?

Le rispondo dicendo che il vero artigiano ha bisogno di poco, servono cinquant’anni di esperienza, un banco, cento sgorbie, la sega a mano e il legno pregiato per poterlo scolpire.

Cosa sono le sgorbie?

Le sgorbie sono ferri taglienti che lavorano il legno. Sono chiamate così perché sono ricurve, tutte torte. Io ne ho cento e ciascuna serve a fare una certa cosa.

Firenze che ruolo ha nella sua arte?

L’Italia è tutta bella, gli Italiani meravigliosi ma Firenze è unica e particolare. Il Rinascimento è nato qui e proprio nel Rinascimento nasce la scultura in araldica. Io sono nato a Santo Spirito, nel Rione di San Frediano dove c’era veramente il cuore dell’artigianato. A quattordici anni ho iniziato a lavorare come ragazzo di bottega, con un maestro che mi redarguiva bruscamente quando sbagliavo. Ma ero circondato dalla bellezza ed ero felice.

La scultura in araldica cosa è esattamente?

La scultura in araldica è l’arte di incidere il legno per realizzare gli stemmi di casate, privati cittadini, capi di stato. È un’arte che parte dal 1300, quando facevano gare coperti dall’elmo e avevano la bandiera con lo stemma per farsi riconoscere. La tradizione è stata poi recuperata dalla nobiltà che si declina in dieci gradi.

Oggi come e dove si insegna la scultura in araldica?

Io a settantotto anni continuo a lavorare con entusiasmo e impegno ma oggi purtroppo l’artigiano è solo. Le botteghe sopravvivono nel totale disinteresse della politica, comunale, regionale, nazionale ed europea. A nessuno importa nulla della sopravvivenza di un’arte antica che da Firenze ha portato la bellezza e il made in Italy nel mondo. L’artigiano è protetto solo dalla sua arte e dalla sua forza interiore.

Cosa si dovrebbe fare?

Sarebbe necessaria un’attenzione che non c’è, si potrebbe far conoscere la scultura in araldica, organizzando mostre, coinvolgendo i giovani, insegnando che c’è un’arte bellissima da apprendere e portare avanti. Purtroppo oggi si pensa che l’IA possa fare tutto e si perdono di vista i mestieri che raccontano chi siamo e da dove veniamo.

La collezione di stemmi di tutti i Paesi europei come nasce?

Ho realizzato in sei anni gli stemmi di 39 Paesi europei, scolpiti a mano e rifiniti in oro zecchino. L’idea mi è venuta perché al Parlamento Europeo ci sono solo le bandiere, lo stemma ha invece davanti secoli di storia. Una volta realizzato, attraversa le generazioni. Volevo portare la firma di un Italiano, un fiorentino, al Parlamento e alla Commissione Europea ma non mi è stato possibile. A Strasburgo accettavano tutto ma solo se avessi portato gli stemmi a mie spese su un furgone. Le pare che dopo aver avuto l’idea, lavorato e donato le mie opere all’Europa, dovevo anche sostenere le spese di trasporto? La cultura viene bistrattata. È una collezione di stemmi unica al mondo che custodisco in attesa che qualcuno mostri un reale interesse.

I suoi stemmi sono arrivati a quattro Pontefici. Come è andato l’incontro con i Papi?

Nel 1980 ho realizzato lo stemma di Cracovia per Papa Woityla, la città dove era nato. Gliel’ho consegnato due mesi prima dell’attentato e conservo il ricordo e la foto del suo abbraccio commosso. Per Papa Ratzinger, Papa Francesco, uomo e papa meraviglioso che mi ha abbracciato e baciato quasi con le lacrime agli occhi e Papa Leone XIV, ho realizzato e consegnato a ciascuno di loro lo stemma papale.

Ha lavorato anche per capi di stato…

Si, ho incontrato George Bush senior, il presidente argentino Menem, Jacques Chirac quando era sindaco di Parigi che mi ha donato la medaglia d’argento città di Parigi. Ho incontrato  il presidente della Repubblica Domenicana e il Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, da cui sono stato insignito della Croce di Malta.

Come si arriva da Firenze alla Casa Bianca per consegnare uno stemma araldico?

E’ difficilissimo ma ci sono riuscito. Sono andato alla Casa Bianca due volte, la seconda sono stato ricevuto dal Presidente George Bush senior che si è intrattenuto con me per una ventina di minuti. Ho consegnato lo stemma ufficiale degli Stati Uniti al Presidente Bush che lo ha molto apprezzato, mi ha scritto anche una dedica e mi ha detto che Firenze era nel suo cuore. Ora sto realizzando il secondo stemma degli USA che consegnerò a Roma all’Ambasciatore Fertitta.

La sua scultura in araldica è ancora in cammino?

Continuo a seguire il mio ideale e la passione nel portare il nome di Firenze e dell’Italia nel cuore del mondo. Mi piacerebbe lavorare per i nostri connazionali all’estero e portare  loro la scultura in araldica.

Ma i cittadini comuni hanno uno stemma?

Qualcuno lo ha, per gli altri si effettua una ricerca e lo si trova. Realizzare uno stemma araldico significa creare un’opera che durerà per secoli. Oggi abbiamo ancora le sculture lignee del 1300 e ne godiamo la bellezza.  Questo è il motivo che mi rende sereno e soddisfatto ogni sera, quando vado a dormire sono felice perché so che il tempo che ho passato a intagliare e incidere è un tempo consegnato alla storia.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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