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Pop Air. Ugo Nespolo espone al Museo del Genio

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La prima sensazione che colpisce chi entra al Museo del Genio è la sua monumentalità. Un grande cortile introduce a spazi ampi, 26mila metri quadri distribuiti su quattro livelli che formano un’architettura austera e razionalista. Fino al prossimo 15 febbraio un’esposizione site-specific improntata alla leggerezza, offre una lettura inedita della scultura. Ugo Nespolo è l’artista chiamato a inaugurare il nuovo spazio espositivo del Museo del Genio con otto grandi sculture gonfiabili che animano il cortile del museo fluttuando nell’aria. Le opere, colorate, allegre e alte fino a 5 metri, sono omaggi visionari ad artisti icone nella storia dell’arte. Pomodoro, Koons, Kusama, Modigliani, Rodin, Botero, Louise Bourgeois, passando per la Venere di Milo sono evocati nell’esposizione POP AIR. Ugo Nespolo.

Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra lo scultore e Iole Siena presidente Arthemisia.

Ugo Nespolo                                                                     

Pop Air cosa racconta?

Pop Air è un nome che ho inventato io. Racconta l’arte che può avere un aspetto ludico, può essere un gioco ed è giusto che sia così per evitare di diventare ciò che è già diventata.

Cosa è diventata?

L’arte è sempre più qualcosa di esclusivo che non arriva alla gente. Invece l’arte deve sposare la vita, deve rendersi piacevole non con un tono minore, ma deve essere un  piacere inclusivo, vicino alla gente.

Le sue sculture gonfiabili nascono per rispondere a questa esigenza?

Ho avuto l’idea di trasformare la scultura, originariamente intesa come un fatto pesante, costoso, intrasportabile, in qualcosa di leggero. Tutto nasce da un progetto che avevo realizzato con Enrico Bay, con cui avevo fondato l’Istituto Patafisico Ticinese (ndr la patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie) e in quella occasione avevo già realizzato una prima opera gonfiabile. È nata così l’idea di fare una rivisitazione di alcune sculture che mi divertono e ritengo significative.

Le otto sculture gonfiabili sono una sua reinterpretazione di altre opere?

Si, le ho ridisegnate e sono una mia libera interpretazione.

Le sculture andranno in giro per il mondo?

Si, viaggeranno per mostre, musei e Istituti di Cultura. Il vantaggio di queste sculture gonfiabili è la loro trasportabilità. È un’arte apparentemente marginale ma che cerca di scardinare le vecchie logiche della cosiddetta insider art, l’arte del mercato. Siccome l’arte oggi è tutta impostata sull’assioma che ciò che costa vale e sull’idea che bisogna comprare l’arte per investimento, a me invece piace provare a dire qualcosa in termini opposti. Ho scritto anche libri per Einaudi su questo argomento.

Pop Air va in questa direzione?

E’ un esempio.

È contento di inaugurare con Pop Air la riapertura del Museo del Genio?

È un museo che non conoscevo. Ho scoperto un edificio strepitoso, costruito in epoca fascista, 26mila metri quadrati che custodiscono documenti e invenzioni straordinari. È un  museo da valorizzare moltissimo, anche e soprattutto didatticamente. C’è uno dei primi telefoni di Meucci, le sue ricerche, gli studi di Guglielmo Marconi e la sua attrezzatura radiotelegrafica, c’è l’aereo con cui Louis Bleriot ha attraversato per primo il Canale della Manica. Io con Pop Air sono solo nel cortile del Museo del Genio ma ne sono molto orgoglioso.

È una buona accoglienza per i visitatori…

Provo a far sorridere la gente. L’arte se non fa questo è completamente al di fuori del mondo reale.

Iole Siena

Cosa ha realizzato Ugo Nespolo per il Museo del Genio?

Ugo Nespolo, l’artista più geniale che abbiamo in Italia, ha ideato un progetto nuovo, completamente inedito. Per Pop Air, un grande omaggio alla scultura internazionale di ogni tempo, Ugo Nespolo ha utilizzato il suo stile. Il suo linguaggio divertito e gentile ha ricreato la grande scultura internazionale. Espone nel meraviglioso cortile del Museo del Genio e le sue sculture gonfiabili sembrano quasi sdrammatizzare l’imponenza dell’edificio storico.

Arthemisia che ruolo ha avuto nella riapertura del Museo del Genio?

È stata un’operazione molto importante. Riaprire un luogo alla città, rendere visitabile un edificio di 26mila metri quadrati che quasi nessuno ha avuto finora il privilegio di visitare, non è stata un’operazione semplice. Rinasce un museo importante che custodisce cose incredibili. Si rende fruibile un luogo fondamentale per la conoscenza della nostra storia e della nostra evoluzione tecnologica e scientifica.

Il Museo del Genio rinasce come luogo di cultura?

Ritorna a essere quello per cui è nato. L’edificio è stato realizzato per essere un museo e oggi diventa luogo di cultura. Per questo è stato inaugurato con due mostre, Vivian Maier. The Exposition e Pop Air. Ugo Nespolo. Le due esposizioni, così diverse ma così significative, danno proprio l’idea del polo culturale che da questo momento in poi sarà il Museo del Genio.

LEGGI ANCHE –> Rinasce il Museo del Genio

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Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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