Il Giubileo ordinario celebrato nell’Anno Santo 2025 è ufficialmente concluso ma ci sono ancora iniziative culturali che ne accompagnano il percorso. Restano solo pochi giorni per visitare una mostra archeologica allestita ai Mercati di Traiano. Museo dei Fori Imperiali che rievoca gli eventi del secondo Giubileo della storia, quello meno raccontato. 1350. Il Giubileo senza papa propone riti e consuetudini alle origini della tradizione giubilare. E documenta l’arrivo dei pellegrini in una Roma dove il Papa non c’era. Dal 1309 al 1377 Roma rimase vedova del Papa, come la vulgata popolare esemplificava la cosiddetta “Cattività Avignonese”, il periodo in cui il Papato si trasferisce ad Avignone. Sette papi, tutti francesi, risiedettero non a Roma ma ad Avignone e in quel lungo periodo si occuparono poco della città di Roma.
Questa dimensione di vedovanza dal pontefice e di lontananza da un papato che si era trasferito altrove, pesò molto su una città abituata a convivere con il Papa. Roma senza papa fu comunque meta del secondo Giubileo della storia nel 1350, concesso da Papa Clemente VI che non tornò a Roma da Avignone, come richiesto dalle delegazioni inviate dal Comune di Roma e guidate dal tribuno Cola di Rienzo e da Francesco Petrarca. Tuttavia il Papa concesse il Giubileo, dopo aver ridotto da 100 a 50 anni gli anni di alternanza fino ad allora necessari per l’indizione di un nuovo Anno Santo. Per ringraziare Papa Clemente VI della concessione, a Roma fu eretta una statua in suo onore. Della statua si conserva solo un frammento della base recuperato ed esposto in occasione della mostra.
Il focus dell’esposizione, ricca di opere e prolifica di informazioni, non è solo sul Giubileo 1350 ma anche sugli anni che lo precedettero. Il 1348 e 1349 furono anni difficili per Roma. Nel 1348 nella città dilagò una funesta epidemia di peste nera e nel 1349 un violento terremoto causò crolli e lutti. Tuttavia Roma si fece trovare pronta all’evento giubilare, accogliendo un inatteso flusso di pellegrini che giungevano da luoghi lontani. Le cronache del tempo raccontano il grande successo del Giubileo nel 1350. Francesco Petrarca scriveva a un amico invitandolo a visitare la città visto che tutto il mondo viene a Roma. E Roma, seppur senza Papa, si fa trovare pronta. In una città dove vivevano circa trentamila abitanti, ci sono tracce di trenta ospedali allestiti per il Giubileo.

Molte abitazioni si trasformarono in luoghi di accoglienza e ristoro, al punto che lo storico Matteo Villani che visse il Giubileo 1350, scriverà nella sua Cronica che tutti i Romani furono fatti albergatori. Fa un certo effetto visitare la mostra e pensare che proprio intorno ai Mercati di Traiano, al centro dei percorsi e delle processioni papali che collegavano Laterano e Vaticano, passassero i pellegrini già nel primo e nel secondo Giubileo. Le opere del periodo restituiscono l’immagine iconografica dei pellegrini che sono i veri protagonisti del Giubileo. La statua raffigurante il ritorno del pellegrino e una placchetta in bronzo dorato, entrambe esposte in mostra, raccontano come erano equipaggiati, con un corto mantello, il bordone, la bisaccia e le insegne del pellegrinaggio che prendevano nei luoghi sacri visitati ed erano una sorta di sigillo del pellegrinaggio compiuto.
La mostra è organizzata per temi che ruotano intorno alla celebrazione dell’Anno Santo o Anno della Perdonanza, come veniva chiamato. Le opere esposte sono circa sessanta tra statue, epigrafi, dipinti, monete, sigilli e oggetti devozionali. Ci sono opere solitamente poco visitabili che provengono dai depositi della Sovrintendenza Capitolina e anche molti prestiti importanti che arrivano da musei italiani e francesi. Della fase del Papato ad Avignone è esposto il modello del Palazzo dei Papi ad Avignone ed è uno dei prestiti più significativi. Bellissima e piena di significato artistico e religioso è la statua raffigurante Santa Veronica che proviene dal Musée des Beaux-Arts di Digione. La Veronica e il culto del Volto Santo impresso nel velo che aveva coperto il sudario di Gesù, diventa il simbolo del Giubileo fin dal 1350.
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La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina e organizzata da Zetema Progetto Cultura


