Come individuare tracce dell’ispirazione di San Francesco d’Assisi sulla produzione artistica contemporanea, al di là dell’iconografia classica. Il tema è sviluppato da una mostra allestita al MAXXI- Museo dell’arte contemporanea. L’esposizione indaga l’influenza di San Francesco sull’arte contemporanea dal secondo dopoguerra in poi. Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea è un’esposizione che si fa guardare e fa pensare. Il percorso di visita, curato da Beatrice Buscaroli, inizia negli anni Cinquanta del secolo scorso con un’opera di Saltelli. L’artista riempie la tela con oggetti trovati per terra, un modo di relazionarsi alla natura profondamente francescano. Segue un’opera di Burri, l’artista che rimanda a San Francesco per la sua propensione a utilizzare la juta.
L’attenzione viene inesorabilmente attratta da una scultura di Bertozzi e Casoni, l’Elefante inginocchiato. È una creatura, una grossa creatura, che si inchina a un’altra creatura in un atto di omaggio. La simbologia è immediata ed emozionante. Nella mostra il visitatore troverà lo sguardo di San Francesco, i suoi temi e il suo mondo. Si avverte con forza la presenza di una persona che nel suo considerarsi un nulla è motivo di meditazione costante (cit. Beatrice Buscaroli). Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero ha incontrato Emanuela Bruni, Marta Ragozzino e Davide Randoni.
Emanuela Bruni
Presidente MAXXI
San Francesco arriva al MAXXI…
Con il Cantico dei Cantici che nonostante i suoi ottocento anni di vita, è di una attualità sconvolgente. San Francesco al MAXXI per analizzare il suo messaggio nel contemporaneo. Nella mostra Creature, Creatori esponiamo alcune opere della nostra collezione che non erano mai state viste. Le Spighe di Stefano Arienti è una delle opere custodite nei depositi del MAXXI.
I giovani artisti hanno avuto un ruolo importante nella costruzione della mostra?
Per l’occasione sono state commissionate opere a giovani artisti. Una delle missioni fondamentali del MAXXI è proprio quella di sostenere l’arte contemporanea e l’arte contemporanea italiana. Per questo Creature, Creatori è per noi una mostra fondamentale, anche in considerazione dei temi che promuove. Pace, fragilità, povertà, spiritualità sono messaggi importanti per il nostro quotidiano, soprattutto nel tempo drammatico che stiamo vivendo.
Ricchezza dei depositi e opere inedite realizzate dai giovani che interpretano il pensiero di San Francesco. È la cifra di Creature, Creatori?
Si, la ricchezza dei depositi da cui abbiamo tratto opere mai prima esposte restituisce alla mostra opere storicizzate. La novità è rappresentata dai giovani artisti italiani chiamati a interpretare, con opere inedite, il Cantico dei Cantici, la figura di San Francesco e la contemporaneità delle tematiche proposte dal Santo.

Un prezioso catalogo accompagna la mostra…
È un catalogo importante, con molte voci tra cui un fondamentale testo di Davide Rondoni su San Francesco. Il catalogo è edito da Dario Cimorelli ed è sostenuto da Aeroporti Di Roma.
Qual è l’immagine di copertina scelta sia per la mostra che per il catalogo?
L’immagine simbolo è un trittico di Paolo Canevari, in legno e foglia d’oro. È un’opera custodita nei depositi della Collezione MAXXI.
Marta Ragozzino
Dirigente Servizio II Arte contemporanea e fotografia DGCC/MIC
Qual è il significato della coproduzione DGCC e MAXXI sul progetto espositivo Creature, Creatori?
La coproduzione nasce da una collaborazione che appartiene alla missione istituzionale del Mic e del MAXXI. Abbiamo lavorato insieme e portato avanti con energia un progetto importante che ci era stato proposto dal comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Le nostre risorse devono servire a promuovere l’arte contemporanea e una certa visione dell’arte. C’è stato un grande lavoro di squadra e una stretta collaborazione tra la DGCC e il MAXXI. Il MAXXI è una istituzione importante, è il museo delle arti del XXI secolo, è il museo dell’arte contemporanea italiana. Noi abbiamo per statuto e per missione l’onore e l’onere di collaborare in maniera fattiva con il MAXXI. E ne siamo felici.
Qual è la finalità della mostra?
Il portato di questa scommessa visiva è quella di ritrovare l’eredità di San Francesco, in un anno ricco di iniziative celebrative, per riconnetterci a San Francesco. Creature, Creatori non è una mostra che presenta l’iconografia di San Francesco. Certamente ci sono riferimenti all’arte contemporanea che interpreta e utilizza suggestioni. La scultura del lupo di Davide Rivalta che accoglie il visitatore sulle scale è un elemento che, insieme a tanti altri, richiama in maniera diretta l’attualità della visione di San Francesco. È una dimensione spirituale e una visione che ha un significato per chi crede e per chi non crede o per chi frequenta altre religioni e filosofie. La nostra contemporaneità ha bisogno di dialogo, amicizia, connessioni tra umano e spirituale. Sono tutti temi di San Francesco, è questo che ci ha insegnato Francesco.

Qual è l’essenza della mostra?
San Francesco è costantemente attuale. La mostra racconta la lettura degli artisti contemporanei che direttamente o indirettamente, hanno trovato spunto e stimolo, energia e luce nella visione di Francesco. Ci sono opere commissionate proprio per questo progetto espositivo e altre che sembrano state realizzate per questo dialogo tra grandi maestri del passato e maestri del presente sulla visione di Francesco.
Davide Rondoni
Presidente Comitato Nazionale Ottavo Centenario San Francesco
Creature, Creatori le parole che danno il titolo alla mostra…
Creature è una parola fondamentale e rivoluzionaria perché è la grande alternativa a sentirsi un caso sbagliato.
Cosa o chi è un caso sbagliato?
Il caso sbagliato è un sentimento che attanaglia molti. L’essere creatura è il contrario dell’ansia e oggi il mondo è divorato dall’ansia. Il fatto stesso che sei nato significa che vai bene, sei una creatura, c’è un motivo buono perché sei nato. Questa cosa oggi un po’ si perde. Noi abbiamo trasformato la nascita da benedizione a trauma da indagare. La parola creatura interroga ancora l’arte contemporanea ed è legata al fatto che l’uomo è anche un creatore, non nel senso che crea dal nulla ma che compone con l’arte. E l’arte è una cosa che fanno solo gli esseri umani. Creature è un modo per riproporre l’attenzione alla parola decisiva.
Come si colloca questa mostra nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco?
È una delle iniziative più importanti, anche per il prestigio dell’istituzione MAXXI e per il prestigio della curatrice. Sono molto contento che sia stata fatta perché ci sono tante altre iniziative di arte contemporanea in giro per l’Italia ma questa è forse la più significativa. Il Comitato Nazionale ha finanziato cinquanta iniziative in giro per il mondo e tante altre che sono in giro per l’Italia. Ci sono cose che rimarranno nel tempo come la riedizione delle Nuove Fonti francescane, un campo da calcio per i bambini sfortunati in Egitto, un progetto per i bambini in difficoltà in Kenya. Abbiamo commissionato a dieci artisti contemporanei, dieci statue nuove che verranno collocate in luoghi molto significativi in Italia.
È un progetto importante di arte pubblica che non si faceva da tempo. Questa mostra al MAXXI dà un contributo culturale, nel rapporto tra l’arte contemporanea e la figura di San Francesco, che sono sicuro rimarrà nel tempo per la bravura degli artisti e il prestigio della curatrice.
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Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea è promossa e prodotta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIC e dalla Fondazione MAXXI.


