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Capolavori dell’Impressionismo all’Ara Pacis. Grandi numeri e alto gradimento

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Tutti vogliono visitare la mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts allestita al Museo dell’Ara Pacis. Dal 4 dicembre, giorno dell’apertura al pubblico, l’esposizione ha registrato un numero crescente di visitatori che in 90 giorni ha superato 110mila ingressi. Per soddisfare tutte le richieste, la Sovrintendenza Capitolina ha ampliato, dal 27 marzo, l’orario di apertura della mostra nelle giornate di venerdì, sabato e domenica estendendolo fino alle 20.30. Grandi numeri e alto gradimento per 52 capolavori realizzati dai più grandi artisti impressionisti che arrivano per la prima volta a Roma.

Cezanne, Renoir, Degas, Matisse, Picasso, Van Gogh, Kandinsky, Beckmann e altri importanti artisti europei, rappresentano la memoria dell’arte impressionista. L’esposizione racconta una delle pagine più importanti della storia pittorica, la svolta impressionista che rompe con il classico. È una novità e una rara occasione culturale per Roma, dove non sono stati mai in mostra perché il collezionismo italiano non ha puntato sull’Impressionismo. La selezione allestita al Museo dell’Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Sono tutti custoditi nel Detroit Institute of Arts a Detroit, una delle istituzioni culturali più importanti degli Stati Uniti e punto di riferimento per il collezionismo mondiale. Alcune opere sono entrate in collezione subito dopo la realizzazione in Europa, altre sono state acquisite in periodi successivi.

La svolta impressionista

La svolta impressionista nella pittura dell’Ottocento e inizi Novecento, segna un passaggio epocale a un altro tipo di rappresentazione pittorica. Con l’impressionismo cambia il modo di dipingere, cambia il modo di usare luce e colore, cambia il modo di rappresentare la natura e la città. La pittura esce dall’ atelier ed entra nella vita quotidiana. Si dipinge en plein air, immersi nella modernità urbana che diventa la materia nuova dei pittori francesi. Il percorso espositivo si concentra, nella sua parte centrale, sulla Parigi del primo Novecento e sui personaggi che la popolano. È a Parigi che in quegli anni emergono le figure di Picasso e Matisse, presenti in mostra rispettivamente con sei e tre opere. Il Detroit Institute of Arts e la sua straordinaria collezione di arte impressionista è stato fondamentale per l’allestimento di una mostra che a Roma colma una lacuna.

Al contrario dei collezionisti italiani che non hanno manifestato interesse per le opere impressioniste, la ricca collezione di Detroit è stata plasmata dai collezionisti americani. Tutti i quadri sono stati regalati per filantropia, per esprimere lo spirito nuovo di un tempo nuovo. Un’opera di Renoir, Donna in poltrona, è l’immagine scelta per la copertina della mostra e del catalogo. Il pittore ritrae una donna in un momento di quieta informalità. La naturalezza della quotidianità è la linea narrativa della pittura impressionista. Gente allegra, opera di Duran realizzata nel 1870, Bagnanti di Cezanne, Finestra di Matisse, La ragazza che legge di Picasso…un viaggio nell’arte dove ciascun visitatore è trasportato dalla potenza di opere mai esposte a Roma. Cinquantadue capolavori che giustificano il successo senza precedenti dell’Impressionismo in mostra al Museo dell’Ara Pacis.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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