“Credo che ogni compositore desideri essere ricordato attraverso l’esecuzione della sua musica, una musica eseguita bene”. Nicola Piovani sintetizza il senso dell’iniziativa che a sei anni dalla morte di Ennio Morricone, unisce con un omaggio corale cinque città italiane. Ancona, Bari, Palermo, Roma e Torino. Cinque città per Morricone, cinque concerti che alla stessa ora del 6 luglio, anniversario della morte del Maestro, hanno vibrato e incantato vaste platee, con la musica del genio Morricone.
Tutto il mondo conosce la musica di Ennio Morricone, la ascolta, la ama, la premia. Una produzione artistica versatile che incontra pop, jazz, musica classica e rock capace di attraversare le generazioni. Le indimenticabili colonne sonore di Ennio Morricone continuano a vivere oltre i film e viaggiano nel mondo tra incanto ed emozione. È l’inconfondibile stile Morricone, quello già noto e quello che ancora deve emergere. L’impegno della Fondazione Ennio Morricone riserverà sorprese e scoperte sulla musica assoluta, la produzione meno nota ma molto amata dal Maestro.
Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Roberto Roscani, ufficio stampa Fondazione Ennio Morricone, per conoscere iniziative e progetti in vista della celebrazione del centenario nel 2028, anno di nascita del genio musicale italiano amato in tutto il mondo.
Roberto Roscani
Roma, la città di Ennio Morricone, Piazza del Campidoglio, l’Orchestra Roma Sinfonietta e Nicola Piovani. Comincia da qui l’omaggio al Maestro?
L’iniziativa che si è svolta il sei luglio, ha registrato ovunque un grandissimo successo. A Roma il concerto si è svolto a Piazza del Campidoglio, il cuore della città, il luogo del Maestro. Ennio Morricone abitava proprio di fronte all’Ara Coeli e una finestra della sua casa si vedeva anche dal palco dove erano i musicisti. Roma Sinfonietta, l’orchestra che per molti anni ha suonato con Ennio Morricone, è stata diretta da Nicola Piovani, grande musicista, PremioOscar ma soprattutto legato a Ennio Morricone da una amicizia antica e autentica.
Nelle altre città cosa è accaduto?
Nelle altre città il panorama è stato analogo. Al Teatro Petruzzelli di Bari, al Teatro Massimo di Palermo e al Teatro delle Muse di Ancona si sono svolti in contemporanea concerti molto partecipati. A Torino la data è stata posticipata al 20 settembre per sopravvenuti problemi tecnici. Tutte le città avevano in programma soltanto musiche di Morricone, scelte tra le sue più belle colonne sonore.

Nicola Piovani ha dichiarato che l’omaggio più gradito per ogni compositore è suonare la sua musica, eseguendola bene. E’ sempre così?
Nicola Piovani ha detto che il desiderio di ogni compositore è quello di essere ricordato in questo modo e io credo sia davvero così per tutti. La musica è il lascito di un compositore al mondo e il desiderio è che venga eseguita bene. Piovani ha detto testualmente “abbiamo provato a eseguirla bene” ed effettivamente la musica del Maestro Ennio Morricone è stata eseguita benissimo, da lui e dagli altri maestri in giro per l’Italia.
La Fondazione Ennio Morricone nasce con quale finalità?
La Fondazione Ennio Morricone nasce perché c’è una eredità culturale e musicale che va tutelata, promossa e scoperta. Sono ancora tante le pagine scritte da Ennio Morricone ancora da scoprire.
C’è materiale inedito…
Sì. La famiglia Morricone ha deciso di far nascere la Fondazione Ennio Morricone come organismo autonomo e scientifico. La Fondazione è guidata da persone che hanno conosciuto bene e lavorato con Ennio Morricone. Il Presidente è Walter Veltroni, i membri del CDA sono Giuseppe Tornatore, Nicola Piovani, Gianluca Farinelli, Gianni Letta e Giovanni Malagò. Con Malagò, Ennio Morricone ha condiviso la sua passione per lo sport. Nella Fondazione è rappresentato il suo mondo, Ennio era una persona piena, si occupava di musica ma aveva tante altre passioni.

Il materiale dove è custodito?
Tutto il materiale è custodito nello studio dove il Maestro Morricone ha composto per anni. Il luogo è una miniera preziosa di possibili novità che ci saranno sicuramente. Nello studio ci sono tutti gli spartiti delle opere che conosciamo, ma ci sono anche centinaia di incisioni che nessuno ha ancora ascoltato per intero. Oltre alle opere note, ci sono lavori appena abbozzati, lettere, scambi epistolari con registi, intellettuali e persone con cui il Maestro aveva voglia di parlare.
Lo studio dove ha sede la Fondazione Ennio Morricone è nella sua casa all’Ara Coeli?
Sì, la Fondazione ha sede in quella porzione di casa formata dal salotto da cui si accedeva nel suo studio e naturalmente dallo studio di Ennio Morricone. Siamo entrati con grande emozione nello studio del Maestro, un luogo sacro dove dalla sua morte e fino alla costituzione della Fondazione a lui intitolata, per anni non era più entrato nessuno.
Lo studio appare ancora come lo ha lasciato Ennio Morricone?
Quando ho visitato lo studio per la prima volta, c’erano ancora gli spartiti a terra, dove il Maestro era solito appoggiarli mentre componeva, per poi prenderli e metterli sulla scrivania. C’è la sua scacchiera con il Re e la Regina collocati dove lui li aveva lasciati. Ennio Morricone amava giocare a scacchi.

Lo studio di Ennio Morricone sarà musealizzato e reso visitabile?
La Fondazione Ennio Morricone sta facendo il lavoro preliminare di digitalizzazione di ogni originale, affinchè tutto possa essere visto e reso fruibile anche per chi è lontano. La finalità è la condivisione piena del materiale di Ennio Morricone, per promuovere la conoscenza e lo studio degli appassionati. Ennio Morricone è studiato da musicologi di tutto il mondo. Chi vorrà, potrà visitare lo studio dove c’è anche la sua ricca collezione di premi, a partire dagli Oscar, i Bafta e i David di Donatello.
La descrizione restituisce un luogo di grande emozione…
Nello studio è conservata la sua prima tromba di quando era allievo al Conservatorio. È una tromba piena di ammaccature e appunti scritti sopra, uno strumento che contribuisce a rendere lo studio un luogo pieno di emozione ma anche di grande concentrazione.
Lo studio racconta vita e lavoro del genio musicale?
Ennio Morricone aveva un approccio totalizzante con il lavoro. Si svegliava alle quattro di mattina per fare ginnastica ed essere pronto già alle sei per chiudersi nello studio a scrivere. Nell’uomo Ennio c’era un concentrato di serietà e dedizione alla musica che vorremmo restituire.
Maria Travia Morricone, moglie del Maestro, è presidente onorario della Fondazione, una vita insieme al Maestro, un pilastro della sua esistenza…
Maria Travia Morricone è in questo momento anche un pilastro della Fondazione Ennio Morricone. Si deve a lei la volontà di costituire la Fondazione ed è lei che ci sostiene con forza e ci accompagna nel lavoro. In Piazza del Campidoglio è stata abbracciata da tutti gli orchestrali che la conoscono e la considerano un’amica. Maria Travia Morricone è animata dal desiderio di far conoscere tutta la musica del Maestro, anche quella meno famosa. Tutti conoscono le sue colonne sonore più famose e poi le canzoni che il Maestro ha scritto perché Ennio Morricone è stato uno dei padri della musica pop. Ha composto canzoni indimenticabili come Se telefonando, ha scritto arrangiamenti per grandi artisti ma la sua passione più grande era per la musica assoluta.
Cosa intendeva per musica assoluta?
Per Ennio Morricone la musica assoluta era quella che nasceva per pura passione personale, senza alcuna commissione. È una musica che costituisce un patrimonio musicale poco conosciuto, poco arato e poco rappresentato. L’idea è quella di far tornare nei teatri la musica assoluta di Ennio Morricone.
La Fondazione Ennio Morricone nasce già con profili social che aiuteranno la divulgazione delle iniziative promosse…
La Fondazione Ennio Morricone cura le attività social perché vuole parlare con tutti e far conoscere la musica del Maestro. Ci sono generazioni che si sono formate ascoltando la sua musica, ma ce ne sono altre che per motivi anagrafici non la conoscono ancora. Il nostro obiettivo è appassionare nuovi pubblici con la musica di Ennio Morricone.

Nell’iniziativa Cinque città per Morricone c’è una linea comune che ha unito i cinque concerti?
Ciascun direttore d’orchestra ha proposto il suo repertorio con una selezione di temi del Maestro. Molti dei temi più famosi sono tornati nei diversi concerti. Al Teatro Petruzzelli di Bari è stato proiettato il film Nuovo Cinema Paradiso, con l’orchestra che eseguiva dal vivo l’intera colonna sonora, con la potenza e la forza con cui l’aveva immaginata Morricone. È stata un’esperienza non comune. Tutte e cinque le città hanno aderito all’iniziativa e offerto il patrocinio ma è interessante sottolineare come le istituzioni musicali di ogni città hanno prodotto gli spettacoli. Luoghi, territori e istituzioni diverse hanno lavorato insieme per realizzare un evento straordinario. Cinque concerti, nella stessa sera, alla stessa ora, hanno diffuso le note di Morricone su e giù per l’Italia. Una bellissima novità.
Si può pensare a rendere replicabile questo tributo corale? Ogni anno, nell’anniversario della scomparsa, cinque città italiane insieme per celebrare il Maestro Morricone…
Stiamo lavorando già per i prossimi anni. Intanto l’impegno della Fondazione è focalizzato al 2028, l’anno del centenario Morricone. E’ già riconosciuto da tutti come un centenario italiano, di interesse generale, non solo di chi lo ha amato e seguito. La Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha votato all’unanimità un odg affinchè il 2028 sia dichiarato Anno Morriconiano. In vista di questa importante ricorrenza, organizzeremo concerti, convegni e momenti di approfondimento tematici sulla musica immortale del genio Ennio Morricone.


