Il resoconto della seconda serata del Festival di Sanremo 2026, trasmessa mercoledì 25 febbraio su Rai 1.
La serata viene aperta da Laura Pausini che scende le scale dell’Ariston e presenta Carlo Conti. Il conduttore ringrazia “per l’affetto che avete riservato al Festival di Sanremo”. In realtà il Festival ha subìto una corposa flessione di ascolti rispetto alla passata edizione e la frase di Carlo Conti è volta alla fidelizzazione del pubblico attuale, per evitare ulteriori cali in ottica Auditel.
SANREMO GIOVANI – Niccolò Filippucci e Angelica Bove vincono le semifinali di Sanremo Giovani e volano in finale: si scontreranno nella serata di giovedì. Angelica Bove ha perso entrambi i genitori e ha trasformato la sua sofferenza in un verso poetico molto toccante: “Voglio cercare di stare male in modo normale”, un verso che da solo è da vittoria, soprattutto perché autobiografico. Gianluca Gazzoli sale sul Palco dell’Ariston per presentare la sfida tra i giovani, come ha fatto in Via Asiago a Roma tra novembre e dicembre 2025. È vestito in smoking, ma con pantaloni oversize inadeguati al contesto. Gazzoli ricorda la mamma: “Se n’è andata da poco, il suo compleanno era proprio oggi, il 25 febbraio”. Applausi in sala.
PIÙ RITMO E DINAMISMO – Il riassunto della prima serata del Festival 2026 era “Troppe canzoni, poco show”. Mercoledì invece, con 15 brani in scaletta e non 30, c’è stato maggiore spazio per l’intrattenimento televisivo. I co-conduttori, però, erano 4. Troppi: Achille Lauro, Lillo Petrolo, Pilar Fogliati e Laura Pausini. Non è stata una serata indimenticabile per Pilar, che ha imitato un paio di personaggi (ma non tutti i telespettatori di un evento generalista hanno visto “quel” video con cui è diventata virale anni fa sui social) ed effettuato un paio di annunci. Apparizione tiepida. Achille Lauro se la cava benino come presentatore, poi duetta con Laura Pausini in “16 marzo” (la Pausini finalmente canta, alla seconda serata) e ricorda le vittime della tragedia di Crans Montana. Lillo Petrolo è colui che esce meglio: fa il comico, riesce a far ridere senza essere ingombrante.
POCA ORIGINALITÀ – Va bene fare show, ma in vista del Festival di Sanremo poteva esserci uno sforzo autorale maggiore da parte di Lillo Petrolo e Pilar Fogliati: hanno portato dei “cavalli di battaglia” (Lillo la gag sul corso di mambo, Pilar l’imitazione dei suoi personaggi), non qualcosa di inedito! Questo è un passo indietro significativo per uno show come Sanremo. Un gigante della comicità come Fiorello, si metteva in gioco ogni secondo inventandosi qualcosa di nuovo: è mancata l’originalità. Belli, ma prevedibili.
IL CASO PATTY PRAVO – La prima a esibirsi è Patty Pravo, che riceve gli applausi del Teatro Ariston. Il pubblico in platea addirittura intona il coro: “Patty, Patty”. Nella sala stampa ‘Lucio Dalla’, invece, zero: nessun applauso, nessun coro. I giornalisti hanno letteralmente ignorato la diva della musica italiana.
IL CANDLELIGHT SBARCA A SANREMO – Negli ultimi anni ha preso piede sui social una moda particolare. Si tratta dei concerti “candlelight”, ovvero eseguiti in maniera acustica con numerose candele sul palco. La scenografia è molto suggestiva, anche perché tutte le altre luci del teatro vengono spente e c’è un effetto vintage, molto intenso. Per ragioni di sicurezza, vista la presenza del fuoco, il palco deve essere “unplugged”, ovvero nessuno strumento deve essere collegato a qualcosa di elettrico (vietate, ad esempio, le chitarre elettriche). Achille Lauro e Laura Pausini hanno duettato sulle note del brano “16 marzo” circondati da candele. La pratica del “candlelight” è sbarcata al Festival di Sanremo. Era partita come un gioco sui social, poi è stata cavalcata da artisti come Irama e alla fine è arrivata sul Palco dell’Ariston.
IL RICORDO DI CRANS MONTANA – La “strage di Capodanno” di Crans Montana ha trovato un suo momento di commemorazione nel Festival di Sanremo 2026. Achille Lauro ha eseguito all’Ariston la canzone preferita di una delle vittime, sottolineando a fine brano che “fare questa esibizione era doveroso”. Una tragedia troppo grande, troppo vicina al Festival (è avvenuta circa 50 giorni prima dell’inizio della kermesse) e con troppe vittime italiane: era inevitabile che a Sanremo 2026 fosse organizzata una commemorazione.
IL PAPILLOMA VIRUS – Carlo Conti approfitta della visibilità che il Palco dell’Ariston offre, per parlare in mondovisione della prevenzione e in particolare del Papilloma Virus (HPV), un virus a trasmissione sessuale che infetta cute e mucose.
SI ACCENDONO LE TORCE ALL’ARISTON – Il pubblico del Teatro Ariston di Sanremo continua a gradire il brano di Fedez e Marco Masini, dal titolo “Male necessario”. Al termine dell’esibizione di martedì in platea era partito il coro “Bravi, bravi”. Mercoledì durante la performance il pubblico ha acceso le torce dei telefonini, per sottolineare come il brano sia intenso e profondo.
IL RICORDO DI ORNELLA VANONI: TROPPO TARDI – A mezzanotte e mezza viene ricordata Ornella Vanoni. La nipote di Ornella sale sul Palco dell’Ariston e si esibisce. Ma ormai la sala stampa è mezza vuota e molti telespettatori sono già andati a dormire. Il ricordo di Ornella Vanoni poteva avere una centralità maggiore. Tuttavia, Carlo Conti ha specificato che nella serata dei duetti (venerdì) ci sarà ampio spazio per un omaggio più approfondito.

