0.1 C
Rome
spot_img

Luigi & Iango. Fotografia d’autore alla GNAMC

Data:

Condividi sui social:

Corpi, poesia, narrazione. È l’essenza di una mostra fotografica che indaga su corpi umani in dialogo con la contemporaneità. Gli autori sono Luigi Mureno e Iango Henzi, in arte Luigi & Iango. I due fotografi formano un duo autorale italo-svizzero che ha realizzato oltre 300 copertine per le più importanti riviste di moda internazionali. Eppure  Luigi & Iango. Corpi Speciali, visitabile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea fino al 29 novembre, è un progetto espositivo con grandi orizzonti e visioni che va oltre la mera fashion photography.  Duecento scatti ritraggono corpi speciali che appartengono a personaggi celebri ma anche a persone sconosciute. Tutti catturano lo sguardo e raccontano storie intense che il bianco e nero amplifica.

L’immagine di copertina, una madre che ha perso il figlio, è il ritratto potente e struggente di un dolore esistente e taciuto che scava solchi su un volto afflitto. Sono cinque le stanze della GNAMC dove il visitatore è accolto da un abbraccio di volti e corpi pop e rock, tutti corpi speciali che esprimono sentimenti controversi e contrastanti. L’alternanza di volti e corpi, alcuni molto noti, altri totalmente  sconosciuti, favorisce anche un esercizio di memoria. Chi racconta cosa, non importa se sia Madonna, Richard Gere, Leonardo di Caprio, Paolo Sorrentino, Vincent Cassel, una clochard senza nome, un monaco buddista, un lottatore di sumo. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Francesca Alfano Miglietti, conosciuta come FAM, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, autrice e curatrice della mostra.

Francesca Alfano Miglietti

Perché definisce Luigi & Iango. Corpi Speciali una mostra gentile?

È una mostra gentile perché non ha paura di far vedere i vecchi, le persone bruciate, la fatica di vivere. C’è una immagine molto bella esposta e rappresenta un angelo che si strappa le ali. È la figura di una donna di spalle che si è tolta le ali, non vuole essere un angelo. È una mostra sulla gentilezza, sempre rivoluzionaria e sull’empatia. I corpi speciali di cui parla la mostra, sono i nostri corpi. Siamo tutti corpi speciali.

Qual è l’umanità ritratta nei duecento scatti in mostra?

È una umanità che non ha un sesso e sono molto contenta che si sia capito perché nessuno sta contando o chiedendo quanti siano gli uomini ritratti e quante le donne. Io non guardo nelle mutande delle persone ma guardo quello che fanno. La gentilezza è la cosa più importante in questo momento arrogante e violento che ci sta abituando a un linguaggio di guerra.

Perché è una mostra difficile?

È una mostra difficile perché facciamo vedere anche delle cose che non sono belle. Quella che stiamo vivendo è una delle fasi più eugenetiche della società. Veniamo tutti scelti solo se siamo fotogenici, belli, magri, sani. Noi però non siamo così. Nell’opera Per farla finita col giudizio di Dio, Antonin Artaud diceva che così è troppo facile, Dio si è tenuto l’anima che non si ammala, non muore, non soffre. A noi ha lasciato il corpo, noi abbiamo paura, ci ammaliamo, moriamo. È molto importante ricordare sempre questo concetto.

Le foto in mostra sono state tutte selezionate da lei?

Sì, ho scelto tutte le foto, tranne un paio che ricordano di più il mondo glamour e fashion. Le ho selezionate tra milioni di immagini e i due autori sono stati davvero molto disponibili.

Qual è la linea narrativa?

Guardare con gli occhi chiusi, come vede un cieco o come un animale vede se stesso. Ognuno di noi vede quello che sa. Se noi sappiamo che cos’è la paura o la bellezza, vediamo in queste immagini anche questo.

L’immagine di copertina è un ritratto potente…

È una signora che ha perso un figlio e vive con un dolore senza tregua. Tutti noi conosciamo una signora così e sappiamo come sembri impossibile vivere con la gestione di quel dolore. La mostra comincia da questa foto con gli occhi chiusi e chiede allo spettatore di guardare con gli occhi chiusi per vedersi dentro.

Perché la mostra è una importante occasione culturale anche per gli artisti?

È importante far conoscere entrambi gli artisti in una dimensione diversa rispetto a quella per cui sono famosi. Luigi e Iango sono noti come ritrattisti di icone del mondo dello spettacolo. Il loro primo referente è stato finora il mondo della pubblicità e della moda. Un mondo molto selettivo e razzista, anche quando fa discorsi apparentemente etici.

In che senso?

Bisogna fotografare una persona grassa? Si sceglie quella più fotogenica e via via di questo passo. È un mondo che produce vittime, soprattutto tra i giovani.

La mostra cosa offre?

 La mostra invita a tornare a noi e alla nostra singolarità, ricordando che non dobbiamo somigliare a nessun altro se non a noi stessi.

È anche un modo per interrogarsi sull’umanità?

Certo, le didascalie fanno da guida alla mostra attraverso le riflessioni di intellettuali, filosofi, scrittori che si interrogano sull’umano. Corpi Speciali è una mostra sull’umano.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

━ Articoli suggeriti

Storia della moda a Roma. Una mostra la racconta alla Centrale Montemartini

Roma capitale mondiale del cinema è una storia conosciuta. La Hollywood sul Tevere che incantava gli artisti internazionali arrivati a Cinecittà per produzioni cinematografiche...

La fotografia di Robert Mapplethorpe in mostra all’Ara Pacis

Il Museo dell’Ara Pacis ospita una mostra fotografica dedicata a Robert Mapplethorpe, visitabile fino al 4 ottobre. È l’occasione per conoscere e approfondire l’opera...

L’arte messicana di Diego Rivera ai Musei Capitolini

Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo è un progetto espositivo messicano che arriva a Roma su invito italiano....

Ultimi giorni per visitare la mostra Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo

Sarà possibile visitare fino al prossimo 5 luglio la mostra che espone al Museo del Corso presso Palazzo Cipolla, cinquanta capolavori di grandi maestri...

San Francesco arriva al MAXXI con la mostra Creature, Creatori

Come individuare tracce dell’ispirazione di San Francesco d’Assisi sulla produzione artistica contemporanea, al di là dell’iconografia classica. Il tema è sviluppato da una mostra...

━ Seguici sui social

Iscriviti alla nostra newsletter!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here