Trascorrere una mattinata con Dante Ferretti per visitare la mostra che lo celebra ai Musei di San Salvatore in Lauro, è una immersione nel cinema più bello del mondo. Lo scenografo che ha vinto tre Premi Oscar, cinque David di Donatello, quattordici Nastri d’Argento, quattro BAFTA Awards, oltre a molti altri riconoscimenti, è un mostro sacro del cinema mondiale. Pasolini lo definiva un genio, Leonardo Di Caprio forse il miglior scenografo di tutti i tempi. Dante Ferretti è l’emblema del saper fare cinema ma è anche il testimone di un tempo e un’epoca condivisi con chi ha fatto la storia del cinema. Uno per tutti, Federico Fellini.
Dante Ferretti è un uomo spiritosissimo e colto che racconta con leggerezza come sono nati i film più belli della cinematografia contemporanea. Non indulge alla malinconia ma quando parla di Pasolini e Fellini, il suo sguardo tradisce una grande emozione. Il Maestro entra con una certa curiosità nei Musei di San Salvatore in Lauro per visitare la mostra. Con i miei occhi racconta sessant’anni di arte e oltre 90 film. Passeggia tra disegni, bozzetti e invenzioni, ogni tavola gli suggerisce ricordi e aneddoti. Illustra un disegno, racconta l’idea e spiega come poi sia diventato bozzetto, realtà e immaginario.
Dante Ferretti ha 83 anni e più di 60 li ha trascorsi a fare cinema. È nato a Macerata ma Roma è la sua casa artistica ed emotiva, Cinecittà il suo luogo di appartenenza. Artigianalità e visione sono le caratteristiche che lo hanno reso un genio italico da esportazione. È un uomo ironico, scherza sull’età, sul rapporto simbiotico con la moglie, Francesca Lo Schiavo, scenografa e arredatrice, con cui condivide 20 nominations ai Premi Oscar.
Io ho avuto 11 nominations, mia moglie 9 come arredatrice. Abbiamo 20 nominations in due, ridacchia e racconta in maniera esilarante la cerimonia per ritirare il primo Oscar assegnatogli per il film The Aviator di Martin Scorsese. Un Oscar ritirato quasi per caso. Ferretti e Lo Schiavo erano impegnati a girare un film e non volevano andare a Los Angeles, sicuri che l’Oscar non sarebbe toccato a loro. Era la loro quinta nomination e le precedenti quattro si erano concluse con un nulla di fatto. Scorsese insiste e con un aereo privato li accompagna a Los Angeles. Non avevano preparato nessun discorso, convinti che anche in questa occasione avrebbero solo visto gli altri alzarsi dalle poltrone e ritirare il premio. Si sbagliavano perchè finalmente l’Oscar arriva. Dante Ferretti è modesto nel racconto, ironico e scanzonato ma quella che narra è una storia meravigliosa.
Con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia è una esposizione visitabile fino al prossimo 19 luglio. La mostra presenta Dante Ferretti come artista visivo autonomo, impegnato tra cinema e pittura. Tra le opere esposte ci sono le scenografie felliniane di E la nave va, Ginger e Fred, ma anche le scenografie de Il nome della rosa, Le avventure del barone di Munchausen. I suoi film sono tanti, raccontati nella visione dello scenografo, prima che diventassero cinema. La retrospettiva riunisce quaranta opere tra bozzetti, studi, lavori pittorici e materiali che raccontano la creatività di uno dei più grandi scenografi della storia del cinema.
Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Raffaele Curi, curatore della mostra.
Raffaele Curi
Roma è il luogo fondativo della vicenda artistica di Dante Ferretti?
Roma è stata senz’altro la città in cui Dante Ferretti ha sviluppato la sua arte. Dante è marchigiano ed è nato a Macerata come me. Il sogno dell’infanzia che ci ha educato è stato quello di arrivare a Roma. La prospettiva e il sogno era arrivare a Roma.
Il rapporto di Dante Ferretti con le Marche?
Per Dante Ferretti è il paesaggio che tempra gli spiriti artistici ed è l’infanzia che li cementa. Il paesaggio marchigiano ha dato i natali, a distanza di pochi chilometri, a tre dei più grandi scenografi di tutti i tempi: Ferretti (tre Premi Oscar), Scarfiotti (Premio Oscar per l’Ultimo imperatore) e Garbuglia (scenografo de Il Gattopardo di Visconti).

La mostra restituisce aspetti meno noti di Dante Ferretti?
Si, lo scrivo nella prefazione al catalogo che accompagna la mostra. Dante Ferretti è conosciuto per la sua simpatia ma in pochi sanno quanto sia poeta, timido e quasi appartato.
Qual è l’immagine di copertina scelta per il catalogo?
L’immagine è tratta da Gangs of New York, un film di Martin Scorsese girato nel 2002. È stato proprio Dante Ferretti a convincere Scorsese a girare tutto il film a Cinecittà, dove fu ricostruito un imponente set della Lower Manhattan dell’Ottocento.
Il catalogo cosa comprende?
Nel catalogo ci sono tutte le fotografie esposte nella mostra Con i miei occhi e anche quelle della mostra a cura di Giordano Bruno Guerri che è stata allestita al Vittoriale. Un saggio introduttivo di Dante Ferretti racconta come è nato il suo amore per il cinema.
La mostra afferma Dante Ferretti come artista visivo a tutto tondo?
Assolutamente sì. Visitando la mostra, si trovano tutti i momenti, anche quando è stato candidato all’Oscar come costumista. Dante Ferretti è pittore, inventore, è un artista visivo completo.
Qual è per lei il film di Ferretti più bello di tutti?
La nave va di Fellini, un capolavoro assoluto.
Come si misura la grandezza di Dante Ferretti, oltre i tre Premi Oscar naturalmente?
La sua grandezza artistica si misura con il fatto che è riuscito a inventare un altro modo di fare scenografia. È un poeta e le sue scenografie hanno un’anima diversa. Per questo tutti lo vogliono, anche in America dove tecnicamente gli scenografi sono bravi ma non hanno poesia. La sua grandezza di uomo prima che di scenografo, si misura nelle diverse sfaccettature del suo carattere. Serio, pensoso, simpatico e anche buffo. Dante Ferretti regala sempre un’emozione.
Dante Ferretti oltre il cinema e prima del cinema. Potrebbe essere il sottotitolo di questa mostra?
Perché no? Mi colpisce questa definizione. Potrebbe essere un sottotitolo assolutamente adatto. Dante Ferretti è riuscito a prendere il meglio della marchigianità, disegna come Raffaello che è nato a Urbino, realizza progetti architettonici come Bramante anche lui nato a Urbino, è un poeta come Leopardi, nato a Recanati. In realtà non è Raffaello, non è Bramante, non è Leopardi. È Dante Ferretti!


