Il complesso monumentale delle Terme di Diocleziano, una delle sedi del Museo Nazionale Romano, ospita la mostra di Wu Jian’an, artista tra i più importanti della scena cinese contemporanea. Metamorphoses. L’arte che trasforma è una esposizione che riflette sul concetto di trasformazione come processo materiale e filosofico. Cuoio, vetro e carta sono le materie da cui l’artista parte per esprimere il suo pensiero. La pelle di bufalo intagliata è protagonista di Masks, una monumentale installazione che accoglie il visitatore nell’ Aula X delle Terme di Diocleziano. Colpisce la straordinaria coerenza estetica, anche legata al colore, con la monumentale sobrietà del luogo che la ospita.
Masks è realizzata con 360 grandi maschere, ancorate a strutture sospese in un allestimento potente, su ciascuna delle quali l’artista rappresenta volti e figure umane. L’artista ha imparato a Venezia la tecnica del vetro soffiato e ha realizzato la serie Invisible Faces, teste di vetro che sembrano visitatori provenienti da un altro pianeta. Il ritaglio a mano della carta è alla base dei grandi quadri esposti nelle Aule XI e XI bis. La poetica di Wu Jian’an traspare dalla costruzione dell’esposizione progettata proprio per le Terme di Diocleziano. Una visita al complesso monumentale lo conquistò e lo ispirò nella realizzazione di grandi opere per grandi spazi. L’idea che caratterizza la ricerca dell’artista è l’incontro e la fusione tra la cultura occidentale e la cultura orientale, le Metamorfosi di Ovidio e il pensiero taoista.
Per comprendere gli effetti della sua sperimentazione e introdurre a una mostra interessante da visitare, la prima personale dell’artista in un museo italiano, Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra il curatore Umberto Croppi, la direttrice del Museo Nazionale Romano Federica Rinaldi e l’artista Wu Jian’An.
Umberto Croppi
Arte cinese contemporanea alle Terme di Diocleziano. Un’occasione culturale che ha il sapore dell’evento?
La mostra rappresenta un evento straordinario per le dimensioni delle opere e per il rapporto che hanno con le dimensioni monumentali del posto che le ospita. Il progetto espositivo è il frutto della ricerca dell’ artista che si è sviluppata nel corso degli anni.
Chi è Wu Jiaan’an?
Wu Jian’an è un artista che seppur giovane, è ormai molto affermato e noto in tutto il mondo. Ha rappresentato la Cina alla Biennale di Venezia nel 2017. Wu Jian’an studia da anni le mitologie cinese e occidentali. C’è una tradizione a noi nota che va dall’antica Grecia fino alle rielaborazioni moderne. In Cina c’è una cultura parallela che è uno dei punti d’incontro di due culture molto distanti tra loro, anche per le tecniche artistiche.
Wu Jian’an cosa porta a Roma?
L’artista ha utilizzato una serie di tecniche tradizionali, a partire dall’intaglio. Porta grandi quadri che sono dei pannelli in cui ci sono migliaia di piccole figure ritagliate che compongono figure più grandi. L’intaglio caratterizza anche l’imponente installazione realizzata con 360 pelli di bisonte intagliate, comunemente usate per realizzare tamburi o per il museo delle ombre. C’è un’opera realizzata con incisioni fatte a mano su pelle che rappresentano il QI, il corpo sottile, una sorta di trama di energia. Ci sono poi le teste di vetro realizzate con il vetro di Murano. Ogni testa ne contiene un’altra, realizzata con la forma di animale. Ed è Murano che ha portato questo grande artista in Italia che esprime un aspetto estetico stupefacente.

La grande installazione in cuoio cosa rappresenta?
Sono 360 basi in pelle, su cui l’artista porta il lavoro minuzioso dell’intaglio. Rappresentano maschere e metafore.
Dove ha appreso la tecnica?
Wu Jian’an lavora molto con le materie e con le capacità artigianali. Le sue tematiche sono legate al rapporto dell’uomo con la materia e con l’ambiente.
L’artista pone in dialogo la cultura occidentale e la cultura orientale?
Wu Jian’an trova un punto d’incontro tra le due culture con il tema delle metamorfosi che danno il titolo alla mostra. Tutto quello che c’è rappresenta una continua trasformazione della materia, dell’uomo, del mondo animale. È un processo che nasce prima della vita e continua oltre la vita.
Le Terme di Diocleziano sono la sede espositiva perfetta per il tema della mostra…
Si, ci sono sarcofagi romani che rappresentano la vita oltre la morte. C’è poi il grande mosaico che rappresenta Ercole in lotta con Acheloo, un mutante che si trasforma prima in serpente e poi in toro e questo è il tema delle metamorfosi. Per noi le metamorfosi vanno da Ovidio a Kafka con tutto quello che c’è in mezzo. Le metamorfosi sono il vero punto di unità tra due culture tanto distanti. Il libro di riferimento del taoismo è il Libro dei Monti e dei Mari che somiglia molto alle metamorfosi di Kafka.
Su quale idea è stata costruita la mostra?
L’idea dell’artista nasce dai suoi studi e dall’incontro con questo luogo. Quando lo portai in visita alle Terme di Diocleziano, rimase stupefatto.
Cosa lo colpì?
Fu colpito dalle caratteristiche del luogo e dalle dimensioni che gli davano la possibilità di esprimersi in questa forma. Lo stupirono i significati, le tematiche presenti e i grandi mosaici che rappresentano temi a lui cari. Fu affascinato dalle terme intese come luogo dove realmente si realizza una trasformazione con i vari stadi, il frigidarium, il tepidarium, il calidarium. Sono situazioni che rappresentano sia fisicamente che simbolicamente, stati diversi del rapporto dell’uomo con l’ambiente.
È elemento di grande interesse il fatto che non si sia cercata una sede espositiva per la mostra, ma è la mostra che nasce proprio per questo spazio espositivo…
Esattamente e lo si vede dalla coerenza estetica delle opere con il luogo che le ospitano.
Federica Rinaldi
Qual è il significato dell’arte contemporanea alle Terme di Diocleziano?
È innanzitutto una tradizione. Il Museo Nazionale Romano ha sempre ospitato mostre di arte contemporanea. Io personalmente sposo il connubio tra l’arte contemporanea e il mondo antico. E’ un incontro che amo molto.
Sono previste iniziative specifiche per promuovere l’arte contemporanea al Museo Nazionale Romano?
Ho in mente di individuare, tramite un bando, un curatore artistico che mi possa affiancare nelle scelte delle mostre future. Ritengo che affiancare un medium che avvicini anche pubblici diversi alla conoscenza del mondo antico, attraverso l’arte contemporanea, quando l’opera è site specific, sia assolutamente importante.

Metamorphoses. L’arte che trasforma cosa rappresenta?
È una mostra che unisce la cultura italiana con la cultura cinese e questo è un valore di diplomazia culturale fondamentale. Negli ambienti colossali delle Terme di Diocleziano emerge la storia dell’uomo. L’uomo ha costruito queste sale gigantesche. L’uomo ha costruito questa installazione, in cui torna sempre fuori l’uomo. Le maschere e le immagini ritagliate, nel cuoio, nella carta e nel vetro, sono le immagini dell’uomo nel corso della sua trasformazione. È il concetto della metamorfosi che accompagna l’uomo e le sue trasformazioni, fisiche e psichiche.

È una mostra emozionante…
Sì, mi emoziona tanto. Mi emozionano le dimensioni, mi emoziona immaginare come l’artista abbia creato queste opere, mi emoziona guardarle e osservare come ogni volta che le guardo, vedo qualcosa di diverso.
Ed è un allestimento importante…
Sono opere colossali e strutture imponenti. L’allestimento mi ha coinvolto molto, culturalmente ed emotivamente.
Wu Jian’An
Qual è per lei il valore della sua mostra, in questo luogo?
Penso che sia una grande opportunità per me, avere l’occasione di comunicare in questo spazio così antico e maestoso. Le Terme di Diocleziano sono uno spazio importante per me anche dal punto di vista spirituale. Ogni respiro racconta la storia di questo luogo che esiste da oltre duemila anni. È un luogo che mi colpisce profondamente.


