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Roma omaggia Armando Trovajoli

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C’è qualcosa che racconta emozionalmente Roma all’estero più di Roma nun fà la stupida stasera e Rugantino? Il brano, a sessanta anni dalla composizione, è ancora tra le canzoni più suonate al mondo e Rugantino, la commedia musicale che due anni dopo il debutto al Teatro Sistina era in cartellone a Broadway, Toronto e in Sudamerica, continua a essere rappresentato e amato. Chi non conosce i film La ciociara, Matrimonio all’italiana, Una giornata particolare, C’eravamo tanto amati e altre meraviglie della cinematografia italiana, chi non sente nostalgia dei varietà televisivi con la grande orchestra della Rai diretta dal Maestro Armando Trovajoli, quella che Pippo Baudo definisce la migliore orchestra RAI di tutti i tempi. Il protagonista del nostro racconto è Armando Trovajoli, il compositore, pianista, direttore d’orchestra che ha composto musica indimenticabile, inciso dischi bellissimi, musicato commedie musicali e scritto 300 colonne sonore per il cinema. Armando Trovajoli, una leggenda in musica è una mostra allestita al Museo di Roma in Trastevere, visitabile dall’11 marzo al 14 maggio, con cui Roma ricorda il grande musicista a dieci anni dalla morte. Novantacinque anni vissuti in musica, raccontati attraverso un percorso espositivo che si snoda tra oggetti appartenuti al maestro, ricordi dell’uomo, riconoscimenti al genio che ha inventato un nuovo metodo musicale. Le teche custodiscono i premi ricevuti, il violino del padre, il flauto regalatogli da Severino Gazzelloni, gli occhiali, la radio di bordo della sua barca, il compasso cartografico, ma il mondo del maestro Trovajoli è ricostruito soprattutto attraverso gli spartiti e le partiture scritte di suo pugno, composizioni consegnate alla storia della musica e colonne sonore da Oscar. Locandine, dischi, fotografie, filmati, appunti, lettere, dediche e i preziosi disegni di Ettore Scola, l’amico regista per il quale scriverà musiche straordinarie. Tra gli appunti manoscritti, una annotazione a margine de La ciociara restituisce, con soddisfazione e umiltà, l’orgoglio per avercela fatta. “Quando Vittorio De Sica mi dette l’incarico di comporre la musica, ebbi un senso di paura ma dopo pochi minuti di conversazione capii che finalmente era arrivato il mio momento. Cioè che passavo anzi, ero promosso in Serie A”. Ad avercela fatta è Armando Trovajoli, nato a Roma in via Ottaviano, nel quartiere Prati il 2 settembre 1917, nel mezzo di una Grande Guerra, con un padre violinista con cui incontra la musica a quattro anni prima con un violino, più esattamente un quartino e poi a sei anni, con un pianoforte che non abbandonerà mai più nella vita. Il padre muore, Armando comincia a lavorare a 14 anni, la Seconda Guerra Mondiale lo arruola, nel 1944 debutta alla radio, nel 1948 si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia, nel 1949, da jazzista superlativo, rappresenta l’Italia al Paris Jazz Festival, nel 1950 incide il primo disco, nel 1952 scrive la prima colonna sonora per un film di Luigi Comencini e nel 1956 fonda l’Orchestra jazz della RAI. Si avvia su un prodigioso percorso musicale che lo porterà a costruire un patrimonio di note e melodie destinate ad accompagnare la storia italiana dal secondo dopoguerra. Roma lo ha onorato intitolandogli il Ponte della Musica ma è l’Italia intera a conservare memoria di un musicista raffinato e completo che amava il jazz, componeva il pop e scriveva la trasposizione teatrale de La Tosca, sempre con Bach dietro la porta, come amava ripetere. Ed è l’Italia pop e iconica del Festival di Sanremo che nel 2007 gli attribuisce il Premio alla Carriera. Il maestro, schivo, poco presenzialista, per nulla amante degli applausi e quasi novantenne, accetta di ritirare personalmente il premio a patto che Pippo Baudo, conduttore del Festival, non gli chiedesse di suonare. Il Teatro Ariston lo accoglie con una lunga standing ovation, il pianoforte che è sul palco lo cattura e Armando Trovajoli a sorpresa si congeda dal suo pubblico suonando Quattro palmi di terra in California, una canzone del musical Ciao, Rudy. Morirà nella sua Roma e nella sua casa il 1 marzo 2013. Viva resta la sua musica, meraviglioso il suo genio. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Alessandro Nicosia, presidente del Gruppo C.O.R che ha curato la mostra e Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale.

Alessandro Nicosia

Qual è il patrimonio artistico e morale che lascia il M° Armando Trovajoli?

Ci lascia la musica, un patrimonio artistico immenso sia in termini quantitativi che qualitativi. Ha composto 300 colonne sonore per i film più belli dal dopoguerra agli anni Settanta, ha scritto canzoni, commedie musicali, realizzando una produzione immensa con un unico comun denominatore, la musica coltivata con un talento naturale innato che lo porterà a lasciare un segno indelebile nel mondo musicale e culturale. A quattro anni suona un violino che gli regala il padre, a sei anni scopre il pianoforte che sarà il suo compagno di vita. Quando muore il padre, giovanissimo comincia a suonare ai thè danzanti e nei nigth club, negli hotel importanti e in Galleria Colonna ricevendo subito grande apprezzamento.

Quanto è prezioso il catalogo che accompagna la mostra?

Una mostra passa, il catalogo rimane con il suo scrigno di cose preziose. Il catalogo edito per i tipi di Gangemi Editore contiene testimonianze di personaggi incredibili, Sophia Loren, Pippo Baudo, Renato Zero, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Giorgio Assumma e molti altri. Leggendolo con attenzione, si entra come in un film nella vita di questo straordinario musicista che aveva nelle mani un potere magico, ma aveva anche una gran bella testa. Il catalogo è uno strumento prezioso per capire l’uomo e il musicista.

La moglie Mariapaola è l’appassionata custode del mondo Trovajoli

Mariapaola Trovajoli custodisce in modo religioso a casa il patrimonio immenso che racconta la vita e la carriera del Maestro. Per allestire la mostra è stata fatta una selezione del materiale coordinata da Mariapaola e affidata a mia figlia Federica Nicosia che ha la curatela della mostra,  divisa in nove sezioni, Gli Inizi, Il Jazz, Il Pianoforte, La Radio, Il Cinema, Le Commedie Musicali, La Televisione, Le Passioni, Il Maestro e Roma.

Come è stato il rapporto con Roma?

Armando Trovajoli ha sempre avuto un grande e profondo rapporto con Roma che sarà sempre il suo punto di riferimento in tutte le composizioni.

Tra i numerosi oggetti esposti, quali sono per lei le perle assolute?

I disegni di Ettore Scola, gli schizzi che il regista faceva ogni volta che andavano a incidere ai Forum Studios di Piazza Euclide una colonna sonora e che suggellano una grande amicizia. Trovo poi molto belle e sentimentali le lettere che Franco Califano scriveva dal carcere al maestro.

Miguel Gotor

Una mostra di cui Roma deve essere orgogliosa

Sì, siamo molto contenti di poter celebrare al Museo di Roma in Trastevere, una culla di arte e bellezza nel cuore della città, il Maestro Armando Trovajoli con una mostra che racconta,  attraverso la sua musica, una Roma che è un amore anche popolare di un grande cantore, che con la sua arte, il cinema, il teatro, esprime l’anima di Roma.

Roma è arrivata nel mondo anche sulle note di Roma nun fà la stupida stasera

Roma nun fa la stupida stasera è diventato il canto d’amore di Roma e dei romani, è una canzone che insieme a Rugantino ha portato Roma ovunque nel mondo, da quando nel 1964, due anni dopo il debutto al Teatro Sistina, fu rappresentato negli Stati Uniti riscuotendo un grande successo. Questo celebre brano in cui musica e parole si fondono in un connubio perfetto, evocando la magia di Roma con le sue meraviglie storiche, il ponentino e la primavera, testimonia il legame indissolubile del maestro Armando Trovajoli con Roma. Il Ponte della Musica porta già il suo nome, oggi la mostra a lui dedicata consentirà anche alle nuove generazioni di conoscere e ripercorrere lo straordinario patrimonio musicale di un grande compositore del XX secolo che con la sua musica ha rappresentato una straordinaria vetrina di Roma nel mondo.

Clicca qui per il racconto delle altre mostre del Museo di Roma in Trastevere!

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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