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Ballando con le stelle

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Ballando con le stelle, diciotto anni di storia televisiva e molteplici registri per raccontare il talent show che debutta su Rai1 l’8 gennaio 2005, con l’adattamento italiano di un format britannico e che oggi, giunto alla diciottesima edizione, è un programma longevo e scrive, sabato dopo sabato e anno dopo anno, una pagina importante nella biografia della Rai. La formula prevede la composizione di coppie, in gara tra loro, formate da un ballerino professionista e da un personaggio del mondo dello spettacolo o dello sport. Una giuria tecnica, quattro giurati e un presidente, valuta apprendimento e progressi e decreta, con il contributo del voto popolare, la coppia vincitrice. Se Ballando con le stelle fosse solo un programma televisivo, i parametri per valutarlo sarebbero comuni e scontati, share, indice di gradimento, introiti pubblicitari ma la sua narrazione è anche sociologica e lo è per molte ragioni. Il ballo, protagonista del programma, entra ogni sabato sera nelle case degli italiani, ha un pubblico fidelizzato ma conquista ogni anno nuovi followers, attratti da una disciplina che diventa sempre più diffusa. Rumba, Cha Cha Cha, Paso Doble, Jive, Samba, Tango sono oggi denominazioni e passi conosciuti da una platea decisamente più ampia ma anche più appassionata rispetto a diciotto anni fa ed è acclarato che relativamente al ballo, alla sua conoscenza e diffusione in Italia, c’è sicuramente un prima e un dopo Ballando con le stelle. È un dato che restituiscono le numerose scuole di ballo nate negli ultimi anni, frequentate con assiduità da ballerini di ogni età. Ballando con le stelle ha modificato il rapporto degli italiani con il ballo?  Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero lo ha chiesto ad alcuni dei protagonisti, Luca Alcini regista del programma, Guillermo Mariotto giurato della giuria tecnica e Rossella Erra, tribuno e voce del popolo.

Luca Alcini

Quali sfide pone la regia di un programma dinamico come Ballando con le stelle?

Ballando con le stelle è un programma multiforme che pone molte sfide in termini tecnici perché è una macchina complessa che funziona con 10 telecamere, utilizza la realtà aumentata, ha una big band che suona dal vivo e cantanti che cantano live. Certamente è uno dei programmi televisivi più complicati da gestire tecnicamente anche perché è in diretta e per molte ore.

Cinque ore in diretta su Rai1 il sabato sera…

Si, cinque ore molto intense di cose che accadono una dietro l’altra, sul palcoscenico e dietro, balli, emozioni, polemiche. È una sfida bella da raccontare proprio perché multiforme.

L’edizione 2023 festeggia 18 anni del programma

Brindiamo ai 18 anni di Ballando con le stelle che diventa maggiorenne. Il programma, una serialità lunga e per alcuni aspetti inedita, ha saputo mantenere negli anni il suo pubblico ed è stato capace di acquisirne anche altro.

Il programma è cambiato negli anni?

È cambiato con moderazione, ha prevalso la capacità di mantenere un doppio registro che coniuga innovazione e classicità di un prodotto che in realtà presenta innovazioni profonde. Se si va a rivedere una puntata dei primi anni, sembra di essere in un’altra era.

Il programma ha cambiato il rapporto degli Italiani con il ballo?

Ballando con le stelle è stato ed è una vetrina della storia e del costume italiano. Il ballo è un’emozione forte e già questo lo rende rappresentativo, ma lo è ancor di più  perché legato a personaggi e  personalità che si sono esibiti sul nostro palco e lo hanno raccontato all’Italia, agli Italiani vicini e lontani. In 18 edizioni sono stati moltissimi i personaggi che hanno partecipato e raccontato la bellezza del ballo.

#biorai. Un programma con una serialità lunga 18 anni, scrive una pagina importante nella biografia della Rai?

Un prodotto che va in onda da 18 anni ha un posto di tutto rispetto in quel libro meraviglioso che è l’enciclopedia della televisione e della Rai. È una pagina che negli anni ha portato il ballo e un sano divertimento nelle case degli Italiani, anche in momenti storicamente difficili, in cui si avvertiva la necessità di un pizzico di leggerezza.

Il ballo è anche disciplina?

Assolutamente, il messaggio che parte riguarda anche la disciplina, importante sempre e fondamentale per la regia di un programma così complesso.  Ballando con le stelle è un prodotto che ha necessario bisogno di disciplina, è una macchina precisa e scientifica che si basa su un rigoroso senso della disciplina e del lavoro costante che riguarda tutti, a partire da Milly Carlucci, la condottiera di una macchina meravigliosamente complessa.

Guillermo Mariotto

Com’era percepito il ballo in Italia prima di Ballando?

Ballando con le stelle è un programma che ha proprio cambiato l’idea del ballo negli Italiani, ne ha aiutato la comprensione e la diffusione. Sono state aperte centinaia di scuole da ballo, tutte molto frequentate da persone di ogni età. Il ballo è amato da tutti.

È una disciplina che anche i giovani coltivano con interesse?

Certamente, il nostro nuovo format lo racconta.  Ballando on the road è un programma che fa crescere i ragazzi avvicinandoli al ballo. Oggi tutti ballano, anche i vecchietti, tutti vogliono imparare e finalmente si è capito che il ballo è veramente per tutti.

C’è un prima e un dopo Ballando con le stelle?

Quando è iniziato questo programma l’idea del ballo negli Italiani non era certamente questa, la faccenda era completamente diversa. Oggi ballano tutti, quelli che partecipano imparano proprio bene ma non facciamoci sentire troppo altrimenti si montano la testa e anche quelli che guardano da casa, sono incoraggiati ad avvicinarsi al ballo e a lasciarsi travolgere.

Rossella Erra

Ballando con le stelle è di chi lo fa e di chi lo guarda. Rossella rappresenta la platea dei telespettatori. Come nasce il ruolo da tribuno?

È un ruolo a cui hanno pensato Milly Carlucci e Giancarlo De Andreis, il cuore pulsante di Ballando con le stelle. Il ruolo nasce in un contesto particolare, eravamo all’inizio della pandemia e il pubblico non poteva più accedere all’interno degli studi televisivi, di conseguenza non aveva la possibilità di esprimere, attraverso gli applausi, il proprio gradimento, interpretando anche il gusto del telespettatore. Si è pertanto pensato a me che provenivo da tutt’altro mondo, ero una commercialista che per varie ragioni si è reiventata ed è diventata ambasciatrice del pubblico nel programma Vieni da me condotto da Caterina Balivo, come presidente dei tribuni del popolo, creando una figura che potesse esprimere anche un dissenso con i giudizi della giuria tecnica.

È una giuria che necessita di correzioni?

Il mio ruolo nasce per difendere ballerini e concorrenti dalle ingiustizie, almeno percepite come tali, che a volte la giuria commette.

Cosa la irrita maggiormente?

L’accanimento verso uno o più concorrenti e soprattutto lo zero, un voto per me inconcepibile perché offende il lavoro a cui tutti si sottopongono.

Rossella punto di vista fresco, appassionato, di cuore, la voce del popolo come la definisce Milly Carlucci

Sono un essere parlante che esprime il proprio dissenso nei confronti di una giuria che non aveva messo in conto una presenza dissacrante come la mia.

Accolta come dalla giuria?

La mia presenza è stata all’inizio molto destabilizzante e ancora oggi fatico a far sentire la mia voce ma ci riesco, per il rispetto che si deve a chi si impegna, si allena, si prepara duramente.

Anche perché gestisce un tesoretto che ha un peso nella definizione della classifica

Ogni settimana arriva a Ballando con le stelle un ballerino o ballerina per una notte che si esibisce. La giuria attribuisce un voto che può arrivare a 50 punti, il famoso tesoretto che può essere attribuito a concorrenti in svantaggio o a concorrenti che si vogliono mandare avanti nella gara. Dopo una prima assegnazione in toto che decide Alberto Matano, io ho il potere di dividere in due il tesoretto, prendere la mia metà e assegnarlo a un’altra coppia o confermarlo alla coppia scelta da Matano. Assegnando il tesoretto a una coppia che è in basso, la classifica determinata dal voto della giuria risulta completamente stravolta e questo genera critiche da parte di qualche giurato, critiche di cui sono però fiera.

Lo spettacolo che guardano la giuria tecnica e quella dei tribuni è lo stesso ma cambia lo sguardo. A cosa si devono giudizi tanto contrastanti?

Il miglior occhio tecnico di tutta la giuria è quello di Carolyn Smith, presidente di giuria con una pluriennale e luminosa carriera di ballerina, coreografa e giudice nelle competizioni internazionali. Il suo giudizio è per me oro colato, anche se  i tribuni Simone Di Pasquale e Sara di Vario hanno una grandissima valenza e capacità tecnica, ma a volte hanno una differente visione del ballo anche rispetto a Carolyn e la cosa è difficile da comprendere perché loro esprimono pareri tecnici, contrariamente agli altri giurati che esprimono un gusto personale. Credo che alcune volte i giudizi vengano dati anche per altre ragioni, motivazioni pregresse, incomprensioni personali ed è proprio in quei casi che io, come tribuno, faccio sentire la mia voce.

Tu hai un compito in pista ma anche fuori pista, perché traghetti Ballando con le Stelle sui social e costruisci la relazione con un’ampia platea fatta anche di giovani. I social cosa aggiungono alla conoscenza e al gradimento del programma televisivo?

La narrazione di Ballando con le stelle sui social, con i dietro le quinte e i fuori onda, è bellissima, autentica e aggiunge moltissimo alla comprensione di un programma che ha tante dinamiche ed è ricco di tante storie. Ci sono momenti legati alla sensazione dell’istante, quando i protagonisti postano contenuti immediati, autentici, in sala prove o altrove ma realizzati senza filtri. Nel mio profilo personale Tik Tok sto caricando fuori onda, passaggi televisivi in altre trasmissioni che raccontano Ballando, sensazioni, amori sbocciati, svelamenti vari, ed è proprio grazie ai social che si costruisce un racconto bello, autentico e divertente e si conoscono in maniera più approfondita ballerini e personaggi. A Ballando con le stelle nascono sentimenti veri che è bello raccontare.

Ballando con le stelle, trasposizione televisiva della società italiana, propone un mondo possibile da cui nessuno si sente escluso

Ballando si apre a tutto il mondo per abbattere la parola diversità e per rendere tutto fruibile a tutti. Abbiamo avuto tra i concorrenti atleti paraolimpici come Giusy Versace, Oney Tapia che ha vinto l’edizione 2017 e Andrea Antonello ballerino per una notte.

Ballando con le stelle ha sdoganato anche l’età come limite per molte cose?

Assolutamente si, veder ballare persone di una certa età, alle prese con movimenti che nemmeno loro pensavano di poter fare, è uno stimolo e un esempio per tante persone a casa che si sentono motivate, traspongono la propria età su quella dei concorrenti e li imitano, prendono esempio e danno nuovo slancio alla propria vita. Tra l’altro ci sono giovani che nel programma non reggono il confronto con le persone più anziane, con più esperienza e capacità di reazione.

Il pubblico che guarda Ballando da casa come è composto?

È un pubblico che cambia di anno in anno, anche se la maggioranza ha un’età matura. La nuova narrazione proposta da Milly Carlucci e Giancarlo De Andreis sta però avvicinando anche i giovani, perché il mondo del ballo è una realtà importante anche tra i giovani.

Ballando on the road cosa propone?

E’ un format creato da Milly Carlucci che va in giro nei centri commerciali a cercare nuovi talenti nel ballo. Si presentano tanti ragazzi e scuole di ballo che ballano non solo le danze proposte dai modelli di riferimento contemporaneo ma proprio i balli di sala, un mondo che il programma abbraccia completamente.

Ballando con le stelle programma pop?

Una definizione bellissima perché pop vuol dire popolare cioè che piace alla gente.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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