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Cinecittà, laboratorio e bottega dove imparare il Made in Italy

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Il centro di produzione cinematografico Cinecittà è famoso nel mondo per una molteplicità di ragioni che lo hanno reso iconico. La creatività delle maestranze, espressione di una artigianalità e di un Made in Italy internazionalmente apprezzato, è la punta di diamante di un luogo magico, dove sono stati girati film che hanno scritto la storia del cinema, in Italia e all’estero. I talenti artigiani falegnami, pittori, decoratori, scultori, costumisti, scenografi, arredatori e altre competenze specifiche, necessarie per la costruzione del racconto cinematografico, costituiscono un patrimonio che finalmente farà scuola. Parte LuceLabCinecittà, un ambizioso progetto formativo messo a sistema con i fondi comunitari del PNRR che il Ministero della Cultura ha destinato a Cinecittà, per salvaguardare gli antichi mestieri di un cinema da Oscar, per trasmettere saperi e potenziare le nuove tecnologie.

Con la formazione e l’alta formazione di antichi mestieri e nuove professioni, Cinecittà comincerà a scrivere una nuova pagina della sua storia. Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura e da Cinecittà SPA, connette diverse realtà e istituzioni culturali, il Centro Sperimentale di Cinematografia, l’Associazione Scenografi e Costumisti, BeLaw, Rainbow CGI e il MAXXI. Il mondo del cinema e della produzione audiovisiva necessita di figure con una specifica formazione, di antichi mestieri e nuove professioni, in ambito managerialelegale e nella virtual production. Si tornerà finalmente a imparare a fare, nei laboratori e nelle botteghe, con corsi ai quali può accedere chiunque abbia interesse e passione, senza limiti di età, perché la vera cifra del nuovo sistema formativo, è l’inclusione sia del giovane che vuole formarsi, sia dell’artigiano che desidera valorizzare la propria esperienza. Ai corsi, gratuiti, si accederà dopo una selezione rigorosa che valuterà anche la motivazione a entrare nel mondo del fare, e fare bene, un made in Italy che parla al mondo per

fare dell’Italia e dei suoi giovani professionisti, i protagonisti della trasformazione dell’industria cinematografica mondiale”

come auspica Lucia Borgonzoni, Sottosegretario al Ministero della Cultura. Il MIC ha destinato 8,6 milioni di euro di fondi comunitari nel progetto che sarà completato entro il 2026, promosso per sviluppare e attuare una strategia nazionale di formazione audiovisiva nei settori business manageriale, creativo artistico e delle maestranze tecniche che valorizzerà gli archivi storici, custodirà la videoarte ma si occuperà anche di post produzione e marketing.  

Osservatorio Roma e Icn Radio Ny incontrano Chiara Sbarigia, presidente di Luce Cinecittà e Carlo Poggioli, presidente dell’Associazione Scenografi, Costumisti e Arredatori.

Chiara Sbarigia

LuceLabCinecittà è un progetto a cui lei pensava da tempo

Si, è un progetto desiderato, di cui siamo molto orgogliosi,  varato in un anno,  mirato ed esteso lavorando in squadra con altre istituzioni, aziende e studi legali. Siamo fieri di iniziare questo percorso insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla Fondazione MAXXI, all’Associazione Scenografi e Costumisti, alla RAINBOW che rappresenta una grandissima e importantissima realtà nel nostro Paese, nell’ambito dell’innovazione tecnologica dei cartoni animati e con lo studio legale BeLaw.

Il progetto come e quando parte?

Il progetto parte subito, dal 15 dicembre ci si può candidare alle selezioni per l’ammissione ai corsi sul sito www.cinecittà.com e sarà completato entro il 2026 ma soprattutto comincia con i migliori auspici e con entusiasmo. E’ aperto alle persone di tutte le età e di tutte le competenze, che hanno voglia di riqualificarsi nel lavoro o di iniziare un percorso nuovo.

La formazione offrirà sbocchi lavorativi concreti?

I percorsi che abbiamo individuato hanno tutti una grandissima richiesta nel mondo del lavoro e quindi siamo molto fiduciosi sul fatto che le persone ammesse ai corsi, se avranno la volontà di terminarli con serietà e impegno, troveranno uno spazio nel mondo del lavoro. Sono settori nei quali gli Italiani sono fortissimi, abbiamo eccellenze e tradizioni da tramandare e innovazioni tecnologiche da implementare, c’è un patrimonio cospicuo da utilizzare per imparare a fare.

Il Made in Italy per il cinema e la produzione audiovisiva riparte da Cinecittà?

È la prima volta che Cinecittà si occupa di formazione, insieme all’Archivio Luce che ha molte professionalità da formare nel campo della conservazione del nostro patrimonio, della digitalizzazione e della ricerca. Custodire gli archivi storici significa preparare restauratori, ricercatori e altre figure specialistiche molto richieste da un mercato, italiano e internazionale, in continua evoluzione. Alla trasmissione degli antichi saperi e all’incontro con le nuove tecnologie è oggi affidata la diffusione sempre più ampia del nostro capitale culturale.

Per Cinecittà, centro di produzione nato anche grazie all’apporto decisivo delle maestranze, è un po’ un ritorno alle origini?

Non bisogna dimenticare che Cinecittà è non solo centro di produzione e studi televisivi, ma è fatto di persone che lavorano con professionalità, artigiani eccellenti e maestranze apprezzate in tutto il mondo. Cinecittà è grande e unica proprio nel rapporto con il mondo del lavoro.

Come nasce la collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e con gli altri partners?

Ragionando con Marta Donzelli, che oltre a essere presidente del CSC è anche produttrice, abbiamo deciso di convogliare i fondi del PNRR in un progetto comune, individuando i buchi e i fabbisogni del settore audiovisivo e cinematografico. Con lo studio legale BeLaw abbiamo individuato uno spazio di lavoro per figure che servono alle aziende. L’offerta comprenderà corsi per formare professionisti del settore legale per assistere le imprese di produzione, dallo sviluppo di un progetto, alla contrattualistica, alla fiscalità, alla comunicazione. La Rainbow è una bellissima e importante realtà che ha nel suo Dna la formazione di nuove figure professionali richieste dalla virtual production. Con l’Associazione Scenografi e Costumisti partiranno 8 laboratori e botteghe. Stiamo inoltre lavorando anche alla programmazione di corsi per manager di set cinematografici e autori televisivi.

Carlo Poggioli

Presidente, quanta richiesta c’è oggi di artigiani per il cinema e l’audiovisivo?

Il progetto LuceLabCinecittà arriva nel momento giusto perché con l’arrivo delle piattaforme internazionali in Italia, c’è una grande richiesta di lavoro artigianale che non riusciamo a soddisfare dal momento che non abbiamo  persone adeguatamente formate e preparate, che sappiano fare le cose a regola d’arte. Le produzioni italiane e internazionali si rivolgono quotidianamente alla nostra Associazione cercando costumisti, scenografi, assistenti scenografi,sarti,tagliatori,falegnami,pittori,decoratori,scultori, quel mondo di artigiani esperti che sta dietro a un film o a una serie televisiva, persone che lavorano silenziosamente ma seriamente, con professionalità e sacrificio, soprattutto sacrificio perché per allestire un set con le comparse ci si alza anche alle tre del mattino.

Come cresce il vostro comparto?

Dal 2015 al 2021 abbiamo avuto un incremento di personale iscritto all’INPS del 43%, e il 60% sono donne. Nel nostro settore c’è molta richiesta di lavoro qualificato, ma abbiamo esaurito le persone competenti, perché tutte già occupate, in Italia e all’estero. I decoratori e pittori italiani sono molto richiesti perfino negli Emirati Arabi.

Cosa si aspetta dagli 8 laboratori in cui si articola il progetto?

Conto di poter trasmettere il nostro sapere a ragazzi che desiderano crescere professionalmente, sono curiosi e attratti da un mondo che però non è solo magico. Le mie lezioni fanno conoscere ai giovani anche l’altro lato, meno visibile e appariscente, del mondo del costume.

Le botteghe rimandano a un mondo dal sapore antico

E a mestieri antichi che non sono stati tramandati abbastanza, come il falegname. Fortunatamente oggi c’è un rinnovato interesse verso questi mestieri che sono anche molto identitari. Abbiamo richieste su dove poter andare a imparare come si realizza un candelabro di metallo o altri oggetti ma purtroppo non esiste una scuola che insegni queste cose. Fino a qualche decennio fa esistevano a Cinecittà le botteghe che insegnavano a farlo, ma poi sono scomparse.  Questo progetto è una sfida a riaprire le botteghe e a insegnare a realizzare cose fatte bene perché sono quelle che poi vanno in giro nel mondo.

Sul modello della cappelleria italiana che ha realizzato tutti i cappelli dei più importanti film italiani e internazionali?

Esattamente e il riferimento è alla Ditta Pieroni dove sono passati i più grandi film, da La Bibbia, alle serie televisive attuali. Tutti vengono in Italia a realizzare i loro cappelli, perché siamo bravi a farli.

Dove si svolgeranno i corsi e quale sarà il profilo dei docenti?

I corsi si svolgeranno a Cinecittà, saranno tenuti da grandi nomi, ognuno punto di riferimento nel proprio campo ma ci stiamo organizzando per appoggiarci anche ai luoghi di lavoro dei nostri fornitori. Il mestiere si impara nella bottega, nel laboratorio e nell’attrezzeria, in tutti i luoghi dove è possibile fare.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma, Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero e per ICN RADIO NY.

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