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La RAI racconta l’Italia nel mondo

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Sono trascorsi quasi settanta anni dal 3 gennaio 1954 quando andò in onda la prima trasmissione televisiva della RAI che da allora non ha mai smesso di raccontare, documentandola, l’Italia agli Italiani. Oggi la RAI parla anche all’estero, a una platea potenziale di 120 milioni di persone, italiani, italodiscendenti e stranieri interessati al racconto sociale e culturale dell’Italia, all’informazione, all’intrattenimento, alla conoscenza di tutto il Sistema Italia. La Divisione Offerta Estero della RAI trasmette in 5 continenti, 174 Paesi, parla in italiano e in inglese, sottotitola programmi, sperimenta nuovi approcci culturali per promuovere la lingua italiana e rinsaldare la conoscenza delle radici, costruisce quattro palinsesti e trasmette programmi in diretta su fusi orari diversi.

Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Fabrizio Ferragni, direttore della Divisione Offerta Estero RAI, premiato alla Camera dei Deputati con il Business Care International Award come eccellenza italiana nel mondo.

Direttore Ferragni, quali sono gli obiettivi della nuova Divisione Offerta Estero RAI?

Cerchiamo di parlare a tutti, informando e offrendo servizi utili ai nostri connazionali all’estero ma parlando anche a un pubblico straniero, a persone interessate all’Italia come visitatori o possibili investitori economici. Per questo abbiamo scelto di ibridare il nostro prodotto, utilizzando accanto al racconto in italiano, anche la lingua inglese con sottotitolazione in italiano per arrivare agli stranieri, consentendo ai nostri connazionali di preservare le radici linguistiche italiane che dopo alcune generazioni rischiano di perdersi.

RAI ITALIA come riesce a far sentire il cuore del tricolore italiano nel mondo?

Utilizzando diversi strumenti che ci consentono di far arrivare l’Italia nel mondo, come Casa Italia, una  trasmissione in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, seguitissima dai nostri connazionali all’estero, che  rappresenta un appuntamento quotidiano di 90 minuti con le nostre eccellenze, con i luoghi italiani, per rinsaldare le nostre radici raccontando con uno  sguardo contemporaneo l’Italia.

La nuova emigrazione è alimentata soprattutto da giovani

 Ogni anno circa 100mila giovani italiani si trasferiscono all’estero, il 70% per studiare, il 30% per lavorare ed è anche a loro che cerchiamo di dare risposte concrete attraverso uno Sportello Italia, nell’ambito di Casa Italia, con esperti fiscalisti, notai, matrimonialisti e consulenti d’impresa, che offrono un servizio di utilità concreta a chi è lontano dall’Italia e ha problemi da risolvere. Da settembre Rai Italia trasmette anche in Europa, dove prima non eravamo presenti e ora abbiamo già raggiunto 10 Paesi.

Come si costruisce un palinsesto per gli italiani e italodiscendenti che abitano il mondo?

Abbiamo 4 palinsesti strutturati in base ai luoghi del mondo dove arriviamo, un palinsesto per il Nord America, uno per l’America Centrale e Sud America, uno per l’Europa e l’Africa, uno per l’Asia e l’Australia. I palinsesti sono strutturati non solo con differenze di orario per la messa in onda, con programmi distribuiti in base alla possibilità di fruizione legata al fuso orario ma sono anche differenziati come contenuti per adeguarli alla platea di riferimento. È per questo che per il Sud America abbiamo programmi sottolineati in spagnolo e non in inglese.

Come è articolato il progetto?

Ogni anno abbiamo 8760 ore di trasmissione, il 20% delle quali, circa 1500 ore, sono originals, che noi realizziamo appositamente per i nostri connazionali. Da settembre abbiamo un notiziario, in collaborazione con RAI News 24, trasmesso in lingua inglese da una giornalista RAI italostatunitense, Elena Viola, che lo conduce tutti i giorni per 8 minuti. Ogni giorno i due conduttori della trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 Caterpillar, Filippo Solibello e Marco Ardemagni raccontano in lingua inglese tutto quello che transita dal nostro Paese, soprattutto dal punto di vista culturale e sociale. Questi sono solo alcuni dei progetti realizzati per andare incontro alle esigenze dei nostri connazionali all’estero.

I programmi e le immagini trasmesse da Rai Italia, oltre a rinsaldare il rapporto con le proprie origini, promuovono il turismo delle radici. Anche di questo si è parlato in un convegno alla Farnesina con ENIT e il Ministero degli Esteri?

In questo momento c’è una grande attenzione al Sistema Italia nel suo complesso e RAI ITALIA è uno strumento di racconto che ha una forza di penetrazione comunicativa importante, arriva in 174 Paesi nel mondo, in 5 continenti, con una platea potenziale di circa 120 milioni perché questo è il numero delle persone che la ricevono nei loro pacchetti. Stiamo lavorando a ulteriori offerte di coinvolgimento con una serie di progetti che vanno dal corso di italiano per bambini con le canzoni dello Zecchino D’Oro e il Coro Antoniano di Bologna, al corso di italiano per stranieri concepito come sketch comedy, una sorta di fiction che sarà trasmesso nei prossimi mesi per coinvolgere le persone nell’apprendimento della lingua italiana o per rinsaldarne la conoscenza, ma abbiamo anche un racconto sulle vie del vino, di cui siamo i primi produttori al mondo e di altre eccellenze di varia natura che come Rai Italia abbiamo l’obbligo e il piacere di raccontare.

Il racconto dell’Italia arriva anche a milioni di italodiscendenti che sono lontani da generazioni?

Assolutamente sì, abbiamo una rete di racconto realizzata dai nostri film makers su oltre 40 Paesi, che raccoglie tutte le storie dei nostri connazionali all’estero, sia di chi è lontano da generazioni sia di chi si è trasferito da poco tempo. Sono storie raccontate in ogni trasmissione di Casa Italia e poi collezionate per una trasmissione in onda in Italia su Rai 2, GLI ITALIANS, dove queste storie prendono volto e raccontano uno spaccato di vita vissuta con i progetti, grandi e piccoli, di chi si mette in gioco, come il ragazzo che apre un piccolo bar in una cabina telefonica in disuso di Londra o la ragazza romana che va a fare la ranger in Sud Africa. Sono decine di storie molto coinvolgenti che hanno successo anche sulle reti generaliste e questo è per RAI ITALIA un riconoscimento molto gratificante.

Raccontare nel mondo cosa succede in Italia, offrire strumenti di conoscenza e consapevolezza, è una responsabilità?

Si perché raccontiamo non solo il passato ma la contemporaneità con tutte le sue problematiche. Ci siamo assunti la responsabilità, con lo scoppio della guerra in Ucraina, di modificare i palinsesti per dare tutte le informazioni su quello che stava avvenendo in Europa, a chi, dall’altro capo del mondo, poteva avere una diversa sensibilità dettata dalla lontananza e siamo orgogliosi di aver fatto questa scelta, informando in tempo reale su come cambiavano gli scenari.

La programmazione di RAI ITALIA è best off, produzione originale ma anche e soprattutto informazione. Come deve essere l’informazione rivolta a chi vive lontano dall’Italia?

La RAI ha nell’informazione la sua mission fondamentale, abbiamo 5 telegiornali, 2 mila giornalisti di cui 700 sul territorio e tutti i nostri tg principali, Tg1, Tg2, Tg3 e Rai News 24, vanno in diretta nel mondo, trasmessi su 4 palinsesti diversi. Il digitale ci aiuta molto, ma l’intersecazione di tutte le programmazioni con i tg richiede un impegno notevole. A volte siamo distribuiti da distributori locali ed è per questo che sollecitiamo sempre, da parte dei nostri telespettatori, segnalazioni di eventuali disservizi che spesso dipendono proprio dal loro operato.

 Quanto può essere strategico il racconto televisivo per far conoscere la straordinarietà del patrimonio storico e archeologico italiano con 58 Siti Unesco?

La ricchezza archeologica, storica, artistica del nostro Paese che è un museo a cielo aperto, è unica nel mondo. Rai Italia racconta ed esporta questo patrimonio culturale con produzioni visibili anche su Rai Italy, una sezione dedicata di Rai Play, dove i telespettatori possono trovare tutte le nostre produzioni, a partire dai racconti sulle città d’arte italiane, realizzati con fotografie e montaggi eccezionali.

RAI ITALIA racconta l’Italia e anche gli Italiani?

Rai Italia ha un prodotto, Italian Genius, che racconta il genio italico. Abbiamo iniziato con venti storie, ciascuna delle quali racconta in mezzora, personaggi italiani non necessariamente famosi ma che sono eccellenze nel loro ambito e portano nel mondo il prestigio del made in Italy.  Mi ha colpito la storia di Sandro Goppion che da piccolo imprenditore del vetro alle porte di Milano è arrivato a  realizzare le teche dove sono custoditi i principali tesori artistici al mondo, dalla Gioconda al Louvre ai Gioielli della Corona a Londra. Ci sono tanti italiani che fanno cose meravigliose e raccontarli è il nostro impegno.

Rai Italia trasmette il Festival di Sanremo, il programma più amato dai nostri connazionali all’estero. Cosa rappresenta Sanremo nel mondo italiano?

Nella settimana in cui va in onda il Festival di Sanremo, il numero dei contatti sul nostro web si moltiplica per cinque e questo è un dato importante che restituisce tutto l’entusiasmo che suscita il Festival nel mondo. Sanremo rappresenta talmente tanto che stiamo lavorando alla possibilità di realizzare un Sanremo mondiale, un Festival dove i cantanti italiani nel mondo e gli appassionati possano partecipare e concorrere nel segno della musica e della canzone italiana.

La sua carriera di giornalista politico e quirinalista l’ha portata a conoscere da vicino le comunità italiane nel mondo a cui oggi parla con RAI ITALIA. Come vive questa esperienza?

Con le sensazioni indimenticabili provate in alcuni incontri con i nostri connazionali. Ricordo in modo struggente la visita a Marcinelle in Belgio dove con il Presidente della Repubblica Cossiga, trovammo la nostra comunità ancora in lacrime nel ricordo della strage nella miniera di carbone dove morirono 136 Italiani. Altrettanto indimenticabile è il ricordo di 5mila persone che in un teatro al centro di Buenos Aires parlavano tutti italiano, come la maggior parte degli italoargentini, degli italiani in Brasile e negli Stati Uniti. L’orgoglio per quello che hanno realizzato i nostri connazionali all’estero ci rende consapevoli della responsabilità di raccontare al meglio il nostro Paese.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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