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La fotografia di Franco Fontana in mostra all’Ara Pacis

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Il mondo di Franco Fontana, fotografo fotografo come lui stesso ama definirsi, è in mostra all’Ara Pacis. La fotografia e la sua potenza narrativa, la fotografia come significato di vita, ricerca e ispirazione. Il paesaggio, l’architettura urbana, gli skyline ma anche il colore come verità, lo studio sull’ombra, l’attenzione alle autostrade, all’asfalto e alle automobili, alla moda e alla pubblicità.Franco Fontana. Retrospective è la prima grande mostra monografica dedicata al fotografo modenese che ha raccontato l’Italia con una lente particolare e uno sguardo disposto ad accogliere prima ancora che a cogliere. Fontana è anche il fotografo che con i suoi scatti dedicati al paesaggio italiano, ha raccontato per immagini l’Italia all’estero. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero ha incontrato Franco Fontana, uno dei più grandi fotografi del XX secolo, insieme al curatore della mostra, Jean-Luc Monterosso e all’AD di Civita Mostre e Musei Giorgio Sotira.

Franco Fontana

Maestro, perché definisce di ispirazione la sua fotografia?

È una fotografia che parla di me stesso ed è ispirata perché quando io faccio una foto, l’ho già fatta dentro. La trovo fuori ma è già maturata dentro di me. Non devo andare a cercare quello che io conosco perché è già dentro di me.

Cosa intende quando definisce la fotografia come significato di vita?

La fotografia rappresenta una parte della mia vita che ho vissuto esprimendola attraverso la fotografia. Fotografo quello che la vita mi fa trovare, quello che ho già trovato dentro di me. Non faccio altro che fotografare quello che già conosco e che mi appartiene.

Cosa le piace fotografare?

Vado in giro e fotografo tutto. Non importa se sia un paesaggio o una persona, ma il significato sta nell’emozione che mi dà la vita.

E’ per questo che lei si definisce un fotografo fotografo?

Quello che fotografo mi appartiene, non copio da nessuno. Tutto ciò che fotografo vive dentro di me e lo esprimo quando trovo motivo di esprimerlo.

Quello che ho fotografato io, non lo ha fotografato nessuno”. In cosa consiste l’unicità della sua opera?

Quello che ho fotografato io è quello che appartiene a me, quindi non può averlo fotografato nessun altro. Fotografare per fotografare è una fotografia semplice da fare e lì hanno copiato in tanti. È come l’uovo di Colombo.

Jean-Luc Monterosso

Fondatore e direttore della Maison Europèenne de la photographie di Parigi e curatore della mostra

Franco Fontana è davvero un fotografo curioso di tutto?

Franco Fontana è ed è sempre stato un artista molto curioso che ha voluto sperimentare tutta una serie di tecniche fotografiche. È passato dalla fotografia analogica, alla fotografia digitale fino alle tecniche più recenti. Ha vissuto pienamente ogni tappa della fotografia della sua epoca. Ultimamente ha voluto girare un video a Cuba, proprio in vista dell’allestimento di questa mostra. L’idea dell’allestimento della piscina è stata suggerita da lui che ha voluto fortemente questa installazione.

Ha partecipato alla costruzione della linea narrativa della mostra?

Si e molto attivamente se consideriamo che è un uomo di 91 anni. Franco Fontana ha partecipato con trasporto all’organizzazione di questa mostra anche spinto dalla curiosità verso i grandi formati che ha voluto esporre in mostra.

Il M° Fontana che rapporto ha avuto con la Polaroid?

È stato un rapporto molto intenso. Sin dall’uscita sul mercato della Polaroid, Franco Fontana ha iniziato a utilizzare questa tecnica. L’uso della Polaroid è un’arte molto intima e anche impaziente. L’impazienza è una caratteristica personale di Franco Fontana che la rivelava spesso anche nell’attesa dell’arrivo delle sue opere dal laboratorio. La Polaroid gli permetteva invece di vedere immediatamente il risultato del suo lavoro. Ci si è davvero molto divertito e ha sperimentato varie tecniche. Tutto il suo lavoro fatto con le Polaroid è un omaggio alla figura femminile.

Con l’avvento del digitale cosa è successo?

Franco Fontana ha utilizzato e continua a utilizzare il digitale con molta tranquillità. Lo usa esattamente come ha utilizzato l’analogico, soprattutto per rivisitare alcuni tipi di opere e alcuni concetti. Lo utilizza anche per creare paesaggi immaginari e paesaggi rivisitati. In mostra ci sono alcune opere degli Anni Sessanta e Settanta che raccontano come Fontana sia stato precursore del colore.

È ancora attuale l’interesse di Fontana per la foto ancora da fare?

Ci sono ancora molte foto che Franco Fontana ha in mente, molte le farà sicuramente, tutti sappiamo che è un artista formidabile e soprattutto instancabile. Nella mostra romana all’Ara Pacis ci sono molti inediti. Sono immagini che  nessuno aveva mai visto prima di questa esposizione.  Sono tanti gli inediti da scoprire. Sua figlia Cristina si occupa da tanti anni dell’ Archivio Fontana e ha prodotto immagini mai mostrate prima che è possibile ammirare in questo straordinario evento.

Giorgio Sotira

Amministratore Delegato Civita Mostra e Musei

Quanto è importante per i Musei e per Civita Mostre avvicinare la cultura alle persone?

Questa è la nostra mission.  Valorizzazione il patrimonio culturale italiano, di cui il patrimonio fotografico fa parte a pieno titolo, significa creare occasioni di conoscenza. Noi siamo convinti che questa mostra potrà contribuire a raggiungere questo obiettivo.

Nonostante la fama di Franco Fontana, questa è la prima retrospettiva dedicata all’artista…

È incredibile che un maestro come Fontana non avesse ancora avuto il tributo che meritava. L’occasione è stata anche l’opportunità di sentire direttamente dal Maestro, il racconto su come e perché sia diventato fotografo. Siamo ancora più felici di essere riusciti a proporre, con Roma Capitale e Zetema, una mostra importante e tanto attesa.

Il percorso della mostra sviluppa tutti i temi affrontati da Franco Fontana nella sua produzione artistica?

Si, è una mostra che ha una articolazione non cronologica ma antologica. Sono esposte oltre 200 fotografie che raccontano il viaggio artistico di Franco Fontana, straordinario fotografo contemporaneo.

Qual è la potenza della fotografia?

La potenza della fotografia è quella di testimoniare il presente e di lasciarlo al futuro. Franco Fontana oggi ci ha ricordato che la fotografia non è la tecnica ma è un’emozione.

                         **********************

Franco Fontana. Retrospective è visitabile fino al 31 agosto 2025

*L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina, con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei, Zetema e Franco Fontana Studio.

Maria Teresa Rossi
Maria Teresa Rossi
Osservo, scrivo, racconto. Per la Fondazione Osservatorio Roma e per Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all'estero..

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