Una mostra allestita a Palazzo Caffarelli è l’occasione per approfondire la conoscenza di Giorgio Vasari attraverso la sua relazione speciale con Roma. L’artista, pittore, architetto e biografo, nasce ad Arezzo nel 1511. Firenze e la Toscana saranno importanti per la sua formazione culturale ma l’incontro con Roma si rivelerà determinante. Vasari arriva per la prima volta nella città eterna nel 1532 e ne è affascinato. Tornerà altre volte e quello a Roma sarà, tra tutti i viaggi nelle città d’arte italiane, il viaggio prediletto. Vasari è il primo artista accademico, umanista e intellettuale che affronta la sua professione di pittore in maniera non artigianale. Studia, approfondisce, sperimenta, disegna e racconta. È il primo che scrive biografie di artisti.
Il suo trattato Le Vite dè più eccellenti pittori, scultori e architetti, pubblicato a Firenze nel 1550, è un’opera fondamentale per la conoscenza della storia dell’arte rinascimentale italiana. Comincia con Cimabue e termina al suo tempo, oltre la metà del Cinquecento. Seguirà una seconda edizione, aggiornata al 1568 con i ritratti di altri artisti e arricchita dall’indicazione dei luoghi dove trovare le loro opere esposte. Roma diventerà la sua patria spirituale e artistica, il luogo dei grandi incontri e delle felici opportunità. Una mostra, Vasari e Roma, racconta e celebra l’incontro con la città che gli ha cambiato la vita. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra la curatrice Alessandra Baroni.
Alessandra Baroni
Quanto è importante questa tappa romana per Vasari?
La tappa romana a Palazzo Caffarelli chiude un cerchio iniziato nel 2024 per celebrare i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari. È una esposizione molto importante che celebra il rapporto stretto che Vasari aveva con la città eterna, sua patria spirituale e artistica.
Roma era il luogo ideale per Vasari?
Roma è stato un luogo ideale e fondamentale che Vasari scopre e guarda con gli occhi di giovane talento. È un luogo da cui trae ispirazione, che visita e studia attraverso i disegni. Roma è anche il luogo in cui accadono alcune svolte importanti nella sua carriera, grazie ai committenti che incontra. Nella città eterna l’artista ha trovato grandi opportunità.

Quali sono stati i suoi committenti?
I Farnese innanzitutto, Papa Paolo III Farnese, il Cardinal Farnese ma anche i Papi, Giulio III Ciocchi Del Monte, Paolo III, i Papi Medici, Giulio IV Ghisleri.
E poi Le Vite, le celebri biografie di artisti del Vasari, nascono a Roma…
Sì, Le Vite nascono a Roma. Saranno pubblicate a Firenze nel 1550 ma l’idea nasce a Roma.
L’esposizione cosa vuole evocare?
La mostra vuole evocare esattamente il rapporto intimo con la città e anche una visione. Roma rappresenta il modello, l’incipit dell’artista. Per Vasari l’antichità è fondamentale e Roma, con la sua ricchezza archeologica e le collezioni pontificie che si andavano formando, diventa per lui il luogo delle opportunità.
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