Nuova mostra al Museo Carlo Bilotti, l’Aranciera di Villa Borghese. Centotrentaquattro fotografie di formati differenti, sono protagoniste dell’esposizione Lanterne Magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis. Gli scatti sono una selezione di capolavori internazionali collezionati da Valerio De Paolis. Tra i trentadue autori presenti in mostra, ci sono diverse opere firmate da Mario Schifano e Luigi Ghirri.
Chi è Valerio De Paolis
Valerio De Paolis è il produttore cinematografico che ha regalato grandi film alla cinematografia italiana e distribuito un elenco lunghissimo di film stranieri. Con i grandi film, ha vinto premi prestigiosi, Leoni e Palme d’Oro e Oscar. Amico dei divi di Hollywood, ha scoperto registi e promosso il cinema d’autore. Valerio De Paolis ha seguito il suo fiuto artistico alla ricerca della bellezza e ha cominciato a collezionare opere d’arte, pittura, scultura e fotografia. Gli scatti in mostra al Museo Carlo Bilotti provengono dalla sua collezione nata quasi per caso, solo per soddisfare un gusto personale.
La lanterna magica, uno dei primi dispositivi di narrazioni per immagini, è nella storia del cinema e della fotografia, due mondi che rappresentano e raccontano Valerio De Paolis. Il giorno dell’inaugurazione di Lanterne Magiche, Valerio De Paolis si aggirava nelle sale del museo allestite con le sue fotografie, quasi stupito dai suoi capolavori. Gli scatti su cui il suo sguardo di esteta e collezionista si era soffermato negli anni, sembravano avere una luce diversa. Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero lo ha incontrato, insieme ad Alessandra Mauro, curatrice della mostra.
Valerio De Paolis
La mostra espone 134 fotografie, selezionate dalla sua collezione che si compone di quanti scatti complessivamente?
Credo che le mie fotografie siano circa 160. So che Alessandra Mauro ha individuato, all’interno di tutte le foto, alcune linee-guida che ha seguito per costruire l’esposizione. Le altre foto non sono state inserite nella mostra perché risultavano essere un po’ fuori dai contesti individuati.
Come collezionista, cosa prova nel vedere la costruzione di una mostra importante come Lanterne Magiche, approdare in un museo?
È una bella domanda perché sono rimasto molto stupito quando sono arrivato per la prima volta al Museo Carlo Bilotti. Quasi non credevo ai miei occhi, non mi ero mai reso conto prima dell’insieme. Il museo, lo spazio, il modo in cui le fotografie sono attaccate…c’è tutto un insieme di cose che sorprende. È come un bel vestito indosso a una bella donna, sicuramente la rende più affascinante.
Il luogo valorizza?
Se prendiamo tre o quattro di queste fotografie e le mettiamo in una casa, sono certamente belle ma l’effetto è diverso. In questo luogo c’è veramente un aumento della tensione.
E’ importante che il Museo Bilotti sia nato per volontà di un grande collezionista?
Certo, ci abbiamo pensato ed è una coincidenza che lega molto il luogo alla mostra. Per me è un grande piacere stare in questo museo.

Cosa prova a condividere le foto della sua collezione con i visitatori del museo?
Penso che se le foto piacciono, la condivisione mi dà un sentimento di grande felicità. Se non piacciono, sono un po’ deluso. Spero piacciano.
La scelta di ciascuna foto è stata dettata dalla sua ricerca estetica o anche dalla storia del fotografo che l’ha realizzata?
Ci sono alcuni fotografi che sono dei capisaldi. Alcuni mancano, perché non sono riuscito a comprarli o perché non mi sono capitati. L’autore della fotografia è fondamentale ma c’è anche la bellezza della foto. Scelgo di collezionare foto che raccontano belle persone, luoghi belli. L’insieme di tutto questo rende interessante la fotografia che decido di collezionare.
È un’estetica contestualizzata…
Sì, direi di sì. Diciamo che ho il difetto dell’estetica (ndr. conclude ridendo).
Alessandra Mauro
Com’è il catalogo che accompagna la mostra?
Il catalogo, edito da Contrasto, raccoglie le fotografie in una dimensione contenuta. Comprende una bellissima intervista realizzata dalla scrittrice Federica De Paolis, al padre Valerio che parla della sua passione nel collezionare fotografie.
Racconta perché colleziona fotografie?
Per me la fotografia è un’avventura e una passione che produce una sensazione esplosiva. È una frase estratta dall’intervista che racconta cosa significa per un uomo di cinema, fotografare e soprattutto collezionare fotografie. Ritrovare stimoli in immagini con un linguaggio diverso da quello del cinema.
Come sono state selezionate le fotografie in mostra?
Alcune fotografie sono talmente belle che si sono scelte da sole. Certamente c’è anche un gusto personale dei curatori ma naturalmente abbiamo seguito anche l’impostazione scelta da Valerio De Paolis. Ci hanno guidato le sue passioni, anche per immagini di donne su donne che è certamente una parte forte del suo lavoro.
L’allestimento museale ha stupito il collezionista?
Direi di sì. Quando gli abbiamo proposto una sezione dedicata all’idea dello spazio, si è sorpreso moltissimo. Un collezionista come lui, rispetto soprattutto alla fotografia che per lui nasce da un impulso, da un piacere, da una passione momentanea, non aveva mai sistematizzato quello che aveva collezionato e raccolto. Quando ha visto le fotografie disposte nello spazio, gli sono sembrate nuove, diverse.
Perché il titolo Lanterne Magiche?
La lanterna magica è l’antenato del cinema e della fotografia. Ci è sembrato un buon punto di partenza per raccogliere opere di fotografia, collezionate da un uomo di cinema, abituato a guardare immagini fisse e in movimento.
Come è stata scelta la foto di copertina?
È una foto tra le più cinematografiche. Ci è sembrata una connessione perfetta con il lavoro principale di Valerio De Paolis e la sua scelta di collezionare opere fotografiche. La fotografia è stata scattata a Hollywood da Fontana. C’è un bacio molto cinematografico ma ci sono anche elementi di realtà come il palo e la botola. Una perfetta connessione con il cinema di Valerio De Paolis.
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L’esposizione, visitabile fino al 6 settembre 2026, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina. Organizzazione di Zetema Progetto Cultura e Contrasto.


