Una giornata in Italia e una settimana all’estero. La ventunesima Giornata del Contemporaneo si svolgerà in Italia il 4 ottobre 2025 e per una settimana, fino al 10 ottobre, anche all’estero. La rete dei musei AMACI,l’ associazione dei musei pubblici di arte moderna e contemporanea italiani e una pluralità di realtà culturali, apriranno le porte al pubblico del contemporaneo con mostre, eventi, laboratori in presenza e online. L’ingresso è gratuito e sarà un’occasione per scoprire luoghi di interesse culturale mappati dal Ministero della Cultura. I protagonisti della ventunesima festa del contemporaneo sono AMACI, la rete dei musei statali italiani, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del MAECI e un singolare collettivo artistico, Atelier dell’Errore che ha realizzato l’immagine guida della manifestazione.
Osservatorio Roma il Giornale degli Italiani all’estero incontra Lorenzo Balbi per AMACI e Marta Ragozzino per la Direzione Generale Creatività Contemporanea.
Lorenzo Balbi
Presidente AMACI
Quando e perché nasce AMACI?
AMACI è l’associazione dei musei pubblici di arte moderna e contemporanea italiani. AMACI nasce 25 anni fa per la volontà del sistema museale pubblico inerente l’arte contemporanea, di essere più visibile, coerente e coeso. L’esigenza era anche quella di unirsi e diventare un reale interlocutore per le amministrazioni di riferimento, la politica e i ministeri.
AMACI ha modificato la percezione dei musei di arte contemporanea in Italia?
Se consideriamo come erano considerati i musei, soprattutto quelli di arte contemporanea, venticinque anni fa, certamente la percezione è cambiata. Prima i musei sembravano lontani ed erano quasi invisibili nella percezione comune e per la politica. La volontà dei direttori e delle direttrici di allora fu di consorziarsi, facendo nascere una associazione proprio per diventare un partner e un interlocutore unico e riconosciuto.
AMACI è oggi quello che voleva diventare?
A distanza di 25 anni possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo. AMACI è una rete diffusa in tutta Italia, copre 13 regioni con oltre 26 musei aderenti.
Quali musei aderiscono?
Sono musei diversi, alcuni sono municipali, altri sono relativi a una provincia o a una regione, altri sono ministeriali. Il trait d’union è che sono tutti musei pubblici.
Perché è importante questo aspetto?
Sono musei che per il ruolo che svolgono, devono essere antenna di un territorio sulle urgenze del contemporaneo. Hanno un ruolo anche nella costruzione di una comunità artistica che è quella dei creativi.
AMACI come opera?
AMACI non è solo un’associazione per fare network. È un ente di produzione di contenuti e di riflessioni legate non solo agli operatori culturali ma a chiunque si interessi di cultura del contemporaneo. Le piattaforme convegnistiche sono parte integrante di questo sistema che AMACI promuove ogni anno.
Quali sono queste piattaforme?
C’è la piattaforma che promuoviamo ogni anno con La Giornata di Studi online giunta alla sesta edizione e la piattaforma convegnistica Museo 21 che ha una cadenza temporale più ampia. Museo 21 ospita grandi convegni dedicati a temi museali importanti, dalla svolta dei musei nel post digitale, alla sostenibilità, che hanno sollecitato riflessioni e prodotto pubblicazioni.
AMACI e la Giornata del Contemporaneo…
AMACI utilizza le sue competenze interne alla rete per promuovere i linguaggi del contemporaneo. L’evidenza più grande è La Giornata del Contemporaneo di cui nel 2025 si celebra la ventunesima edizione.
Cosa rappresenta la Giornata del Contemporaneo?
La Giornata del Contemporaneo è il momento in cui tutta la rete museale si fa antenna di territori in cui sono centri di produzione anche gli studi d’artista, le accademie, le fondazioni pubbliche e private. Per la festa del contemporaneo musei e realtà culturali collegate aprono gratuitamente le loro porte.
E poi c’è la creazione del più grande museo digitale al mondo…
AMACI mettendo insieme 26 musei pubblici, svolge la peculiare attività di dare evidenza anche alle collezioni del patrimonio inalienabile pubblico, custodito da queste istituzioni. Pertanto AMACI, insieme alla DGCC del MIC, ha deciso di mettere online il più grande museo digitale al mondo. Il MNAD, con un patrimonio di oltre 12mila opere, realizzate da quasi 4mila artisti, digitalizzato, archiviato è ormai patrimonio collettivo. Tutto è messo a disposizione di tutti, pubblico e studiosi del contemporaneo, per testimoniare quello che questi musei riescono a valorizzare con un lavoro quotidiano.

Marta Ragozzino
Direzione Generale Creatività contemporanea
L’arte contemporanea si festeggia con una giornata in Italia e una settimana all’estero?
Non è una novità ma è certamente una delle cose più importanti nella nuova visione che si apre all’estero oramai dal 2018 per festeggiare il contemporaneo. L’obiettivo è promuovere l’arte contemporanea attraverso canali istituzionali e relazioni con attori territoriali. Un protocollo d’intesa tra AMACI e MAECI ( ndr Ministero degli Esteri), con il supporto della grande rete della diplomazia, riporta all’estero il modello della partecipazione alla Giornata del Contemporaneo attraverso tante realtà distribuite territorialmente.
Qual è il fine della Giornata del Contemporaneo?
In Italia promozione dei linguaggi contemporanei attraverso questa grande rete che sta crescendo sempre di più. All’estero promozione dell’arte contemporanea italiana, per renderla nota e creare nuove relazioni e scambi con il pubblico e gli artisti contemporanei dei Paesi dove si riesce ad approdare.
Cosa si riesce a ottenere?
La cosa che interessa di più è la promozione, il sostegno e la conoscenza dell’arte contemporanea italiana negli altri Paesi ma anche la possibilità di innescare incontri con artisti stranieri che possono decidere di venire in Italia.
Quanto è importante la collaborazione tra AMACI e Direzione Generale Creatività Contemporanea?
Parlerei di alleanza più che di semplice collaborazione. AMACI e DGCC sono alleati da tanto tempo e su programmi concreti. L’ alleanza ha come obiettivo che il sistema dell’arte possa crescere e accogliere al suo interno tutti.
La mappatura dei luoghi del contemporaneo dialoga con queste iniziative?
La mappatura è fondamentale per monitorare la straordinaria e ampia distribuzione dei luoghi culturali in Italia. La piattaforma è uno strumento molto agile per seguire il percorso di realtà che si implementano continuamente.
La piattaforma è utile per monitorare?
Certo, ci permette di avere una fotografia sempre aggiornata sul sistema dell’arte contemporanea e sui luoghi nei quali avviene la produzione, l’esposizione o la narrazione dell’arte contemporanea.
Le realtà culturali mutano?
Si anche perché nel tempo che passa ci sono tipologie di luoghi che prima non erano considerate. Le case d’artista, gli Studi, alcuni spazi indipendenti e tante realtà meno strutturate dal punto di vista istituzionale, fino a poco tempo fa non erano considerate. Tutto questo deve essere via via conosciuto e strutturato. Si parte da un lavoro di istruttoria che verifica l’esistenza di alcune caratteristiche (fondamentale è l’apertura al pubblico), per poi selezionare e immettere. C’è un’importante corrispondenza tra questo ampio sistema che raccoglie tante realtà diverse che si affacciano alla Giornata del Contemporaneo.
La ventunesima Giornata del Contemporaneo si conferma un appuntamento atteso dal pubblico…
Il pubblico aspetta questa giornata per poter sperimentare luoghi diversi. In ogni regione il pubblico abituato alla Giornata del Contemporaneo troverà numerose attività e proposte la cui scoperta può solo arricchire.

